AmbienteCuriosità

IL 2019 TRA GLI ANNI PIÙ CALDI DI SEMPRE IN ITALIA: I DATI ISPRA

La questione cambiamenti climatici purtroppo continua a darci segnali pessimi. Il discorso è che, nonostante in epoca recente si sia mobilitato un numero maggiore di persone per la causa, la gravità di un equilibrio ormai rotto non possa che portare al peggioramento continuo delle statistiche.

I dati, appunto, sono la base da cui partire. Una sensazione, come anche una mobilitazione, possono arrivare esclusivamente a creare un quadro complessivo. Le analisi critiche invece occorre farle su dei numeri certi: purtroppo questi sembrano mostrare un tracollo costante. Non siamo padroni di nulla se non di noi stessi: il nostro destino dipende dalle nostre azioni passate e future in quanto tali.

Una serie aperta

Quale miglior fonte, per quanto riguarda l’Italia, dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), vigilato dal Ministero dell’Ambiente? Ci piacerebbe moltissimo affermare che si tratti di una dati discutibili, vista la notizia che si evince leggendo i numeri. Purtroppo così non è, ed il comunicato è da brividi: il 2019 è stato il terzo anno più caldo mai registrato dal 1961.

“Meglio” dello scorso, hanno fatto solo quello precedente (2018) e il 2015. Il trend è assolutamente negativo, notando soprattutto che siamo in serie aperta e che il 2020 non sembra essere propriamente l’anno “migliore” per il genere umano.

All’interno del documento “Gli indicatori del clima in Italia nel 2019” viene sottolineato come le temperature massime si siano raggiunte nel mese di giugno. Gli indicatori, rispetto alla media, hanno fatto registrare un aumento così distribuito:

+4.25°C al Nord, +4.0°C al Centro, +3.27°C al Sud e Isole

Sinceramente sembra essere una situazione disperata: ciò non toglie che, mancando al nostro impegno relativamente ad un maggior rispetto dell’ambiente, firmeremmo noi stessi la condanna definitiva.

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