Ambiente

Vespa orientalis apparsa a Roma: cosa c’è da sapere su questo insetto pericoloso

Vespa orientalis: un nido di oltre 900 insetti è stato ritrovato all’interno dell’abitazione di una signora di Roma. Tutti i dettagli. 

A causa dell’innalzamento delle temperature che hanno reso questo autunno uno dei più caldi di sempre, molti insetti continuano a circolare liberamente. E’ il caso di mosche, zanzare, ma anche di nuovi esemplari in circolazione, come la vespa orientalis. Ma come ci si deve comportare in caso di puntura da parte di questo insetto? E cosa fare se si trova un nido in casa? Tutti i dettagli.

Una signora, residente a San Giovanni (Roma), ha trovato un nido di oltre 900 vespe orientalis all’interno della sua abitazione. Si tratta del nido più grosso rintracciato in Italia, ma un dato è certo: questo esemplare si sta riproducendo a velocità molto elevate. Ma quanto è davvero pericoloso? Tutto quello che c’è da sapere.

Vespa orientalis: un nido ritrovato a Roma, tutto quello che c’è da sapere

Una signora, residente a San Giovanni, è stata la protagonista del ritrovamento di un nido di oltre 900 vespe che si erano rintanate nel soffitto del suo bagno, tanto da costringerla a sigillare tutto e non entrare più nella stanza. Una volta contattati gli esperti di disinfestazione, questi hanno constatato che si trattava di una vera e propria invasione: il nido più grosso mai registrato in Italia.

Nido vespe orientalis ritrovato
Nido di vespe orientalis a Roma (Biopianeta.it)

I professionisti hanno constatato come le regine fossero già pronte per l’accoppiamento, così come le 600 celle per lo sfarfallamento. Il cambiamento climatico, il conseguente aumento delle temperature e delle piogge ha sicuramente inciso sulla  proliferazione di insetti come questi. Ma sono veramente pericolosi per l’uomo? La vespa orientalis si riconosce innanzitutto per la presenza di una striscia gialla sul corpo che la differenzia da una normale vespa.

A differenza delle api, può attaccare ripetutamente poiché dopo la puntura non perde il pungiglione e rimane in vita. Biologicamente e anche a livello fisiologico è molto simile al calabrone, è lunga dai 3 ai 5 cm ed è una specie nativa del Sud Italia che sta proliferano a causa delle temperature elevate. La sua puntura non è più pericolosa di quella di altri insetti: può provocare gonfiore, dolore a seconda della sensibilità individuale, arrossamento e reazione anafilattica in soggetti allergici.

A livello di dolore, è molto simile alla puntura di un calabrone. Se si viene morsi, è bene lavare con acqua fredda la parte colpita e mantenere qualcosa di freddo per evitare gonfiore e infiammazione. In caso di dolore prolungato, su prescrizione medica, si può assumere anche cortisone e antidolorifico come il paracetamolo.

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