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GRYCLE, LA STARTUP ITALIANA CHE PUNTA A RICICLARE IL 100% DEI RIFIUTI

Come ripetiamo spesso, la realtà che siamo soliti vivere, almeno fino all’inizio di quest’anno, difficilmente sarà replicabile. Non per nulla, ma la pandemia di Coronavirus ci ha messi di fronte ad una verità che, appunto, non può non intaccare la nostra routine quotidiana.

Per troppo tempo l’uomo ha dato adito ai propri interessi, dimenticandosi di portare rispetto al Pianeta su quale è ospite. Una grandissima colpa ce l’ha anche la politica, incapace di “imporre” principi sani e giusti per uno svolgimento consono della vita. La sanità ad esempio è stata costantemente relegata in secondo piano, ed abbiamo visto e vissuto sulla nostra pelle le conseguenze di ciò.

Non si butta nulla

O meglio, verrebbe da dire, si butta tutto. La raccolta dei rifiuti, negli ultimi anni, è cambiata in maniera considerevole. Differenziando già alla fonte, lo smaltimento è più veloce, più accurato e sicuramente meno dispendioso a livello economico e di conseguenze ambientali.

Questo l’hanno capito alla Grycle, una startup italiana fondata da cinque ragazzi, tre ingegneri, un fisico ed un economista. Grazie al crowdfunding, questi giovani hanno raccolto i soldi necessari a realizzare un progetto che potrebbe dar vita ad una svolta epocale nel mondo del riciclo dei rifiuti.

In merito a questo, si esprimono così:

“Se fossimo in grado di ritrasformarli completamente, non sprecheremmo più le materie prime che li compongono.  Non sarebbero più scarti ma una miniera di risorse, che potremmo riutilizzare indefinitamente. È da questa considerazione che nasce il progetto Grycle”

La macchina progettata, spiegando brevemente, compie un processo abbastanza banale. Riduce infatti qualunque tipo di rifiuto indifferenziato in granuli di materia prima, separandoli a seconda della sostanza. In questa maniera lo scarto diventa immediatamente una risorsa. L’idea è quella di mostrare l’invenzione nelle fiere di settore, sperando di trovare qualcuno che possa credere realmente nel progetto finanziandolo su vasta scala.

A questo punto diverrebbe realtà l’ipotesi nata con lo stesso progetto: far arrivare dentro ogni abitazione questo macchinario, dando vita finalmente ad una reale economia circolare.

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