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È la proteina del futuro ed arriva da una pianta sconosciuta: pronta a stravolgere il settore alimentare

Secondo alcuni scienziati, da una particolare specie di piante si potrebbe ricavare una proteina straordinaria: rivoluzionerà l’alimentazione.

Gli amminoacidi, che compongono le proteine, sono ovviamente degli ingredienti fondamentali per la crescita e per il mantenimento delle cellule e dei tessuti umani. Gli esperti hanno infatti affermato che gli adulti dovrebbero quotidianamente consumare almeno 0,83 grammi di proteine per ogni kg di peso corporeo. Un altro importantissimo consiglio è quello relativo alla diversificazione: una buona dieta dovrebbe contenere proteine sia di origine animale che di origine vegetale.

Questo ingrediente non deve assolutamente mancare nella vita quotidiana, poiché il corpo umano ha bisogno di una fornitura continua di proteine. Una recente ricerca ha fortunatamente individuato una proteina straordinaria, la quale potrebbe addirittura rivoluzionare il settore alimentare.

La proteina magica proveniente da una pianta sconosciuta

In natura esiste una proteina vegetale quasi sconosciuta, le cui proprietà rivoluzioneranno sicuramente l’alimentazione del futuro. Il suo nome è ribuloso-1,5 bifosfato carbossilasi/ossigenasi, ma può essere semplicemente chiamata Rubisco. Si tratta di un enzima abbastanza comune, può infatti essere trovato in tutte le piante del mondo, precisamente nelle foglie o nelle altre zone che applicano la fotosintesi.

Questo particolare enzima, che è costituito da tutti e nove gli amminoacidi essenziali, è completamente inodore e insapore. E non solo: è anche un ingrediente anallergico. Per questo motivo, potrebbe essere utilizzato senza problemi nel settore alimentare, visto le sue enormi qualità nutrizionali e le sue rare caratteristiche.

La Protein Digestibility-Corrected Amino Acid Score (PDCAAS), che valuta la qualità delle proteine, ha infatti dato al Rubisco un punteggio altissimo. Per la precisione, l’ha equiparato al latte vaccino e alle proteine della soia. Tuttavia, l’estrazione di questa speciale proteina presenta innumerevoli problemi, nessuno fino ad oggi è purtroppo riuscito ad escogitare un metodo che consenta di estrarla in modo adeguato.

Ciò che complica il processo di estrazione è soprattutto la clorofilla. Quest’ultima è infatti incollata al Rubisco, ed è per questo che gli esperti non riescono ad estrarla. Bisogna inoltre ricordare che una singola pianta può contenere una quantità irrisoria di Rubisco: si aggira intorno all’1 o al 5% del peso complessivo della pianta stessa. Ad ogni modo, alcuni ricercatori sarebbero sorprendentemente riusciti ad estrarre la famosa proteina.

Il metodo utilizzato non può ovviamente essere rivelato, poiché si tratta di un brevetto. Ciononostante, alcune indiscrezioni sono comunque trapelate: per l’estrazione dovrebbero aver sfruttato la solubilità in acqua della clorifilla e del Rubisco. Questo innovativo metodo risulta inoltre economico e sostenibile. Qualora fosse tutto confermato, la proteina Rubisco potrebbe rivoluzionare l’alimentazione mondiale.

Sulla Terra ci sono circa 2,7 trilioni di tonnellate di scarti agricoli: mais, cocomeri, carote a tanti altri. Cosa accadrebbe allora se si riuscisse ad estrarre il Rubisco da questi scarti? Stando alle ultime dichiarazioni degli scienziati, la produzione di questa speciale proteina supererebbe di 11 volte quella della proteina della soia. Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione.

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