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Aumentano le tracce di microplastiche nel cibo, ma quali sono i veri effetti? Attenzione a questi alimenti

Fabio Meneghella 7 Gennaio 2024
microplastica nel cibo

Aumentano le microplastiche negli alimenti - biopianeta.it

Le tracce di microplastiche stanno aumentando nel cibo a causa della continua produzione di questo materiale. Ecco quali sono le conseguenze.

Le microplastiche rappresentano un grande problema per l’ecosistema mondiale, soprattutto perché sono delle particelle di plastica quasi invisibili. In alcuni casi, le loro dimensioni raggiungono addirittura i micrometri; altre volte invece arrivano a circa 5-25 millimetri. Ciò che preoccupa maggiormente gli esperti è il fatto che siano in grado di incanalarsi dappertutto: possono infatti invadere le acque dei fiumi e dei mari, arrivando persino nello stomaco dei pesci.

Questi ultimi vengono ovviamente mangiati da milioni di persone, le microplastiche possono quindi arrivare anche nell’organismo umano. Alcuni chirurghi, durante le consuete operazioni chirurgiche, hanno infatti trovato tracce di particelle di plastica attorno al cuore o allo stomaco di alcuni pazienti.

Microplastiche, ecco quali sono gli alimenti più colpiti

Il Mar Mediterraneo è purtroppo uno dei mari più inquinati dalle microplastiche, i paesi che lo inquinano maggiormente sono sostanzialmente tre: l’Egitto, l’Italia e la Turchia. Queste ultime sono responsabili del 50% delle microplastiche presenti nel Mediterraneo, i tre Stati versano infatti circa 132.000 tonnellate di particelle di plastica all’anno. L’enorme quantitativo di rifiuti, col passare del tempo, può arrivare addirittura negli alimenti che quotidianamente vengono acquistati e serviti.

In modo particolare, alcuni scienziati hanno studiato dettagliatamente il percorso di queste microplastiche, per capire in quali alimenti si posassero maggiormente. Va inoltre ricordato che questi rifiuti non provengono esclusivamente dall’acqua dei mari o dei fiumi, ma anche dall’aria e dalle nuvole.

microplastica nel cibo
Le microplastiche provengono anche dall’aria e dalle nuvole – biopianeta.it

Come è possibile allora? In realtà, le piccolissime particelle di plastica che si trovano nel mare riescono addirittura ad aggrapparsi al vapore acqueo, che si forma grazie al calore del Sole. Come tutti sanno, una parte dell’acqua marina evapora nell’atmosfera terrestre e forma le nuvole. I ricercatori hanno quindi trovato tracce di microplastiche anche nelle nuvole e nell’aria. Quali sono allora gli alimenti che contengono di più queste sostanze? Secondo gli esperti, nel lungo elenco ci sono soprattutto i frutti di mare, il miele, lo zucchero, il sale e la birra. Tuttavia, il prodotto che crea più microplastiche è indubbiamente la bottiglia di plastica dell’acqua minerale. L’Italia, che è il maggior consumatore di acqua in bottiglia, consuma mediamente quasi 15 milioni di litri di acqua all’anno.

Le piccolissime particelle di plastica che invece sono state trovate nell’acqua del rubinetto, provengono sicuramente dalla rete idrica e dall’aria. Un altro studio, ha inoltre scoperto che anche gli indumenti possono rilasciare microplastiche nell’ambiente circostante. Ritornando agli alimenti, gli scienziati hanno dichiarato che le cozze, i pesci e i crostacei contengono solitamente un grande quantitativo di sostanze plastiche. Ad ogni modo, per non ingerire queste microplastiche non bisogna mangiare gli intestini degli animali.

In altre parole, gli esseri umani non mangiano l’intestino del pesce, ciò significa che non assimilano le sue particelle di plastica. Al contrario, invece, gli intestini dei molluschi e dei crostacei vengono abitualmente mangiati, è quindi possibile ingerire le varie sostanze dannose. Per quanto riguarda la pericolosità delle microplastiche, queste sono considerate tossiche, anche se non ci sono ancora delle prove ufficiali su ciò che possono causare alla salute umana. I primi studi non hanno quindi rilevato dei particolari effetti dannosi.

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