Ambiente

Greenpeace porta in Tribunale la Commissione Europea

Alla base del "contenzioso" ci sarebbe il nucleare inserito nella Tassonomia verde

Secondo quanto avrebbe dichiarato l’organizzazione ambientalista stessa, Greenpeace è pronta a portare in Tribunale la Commissione Europea. Il motivo alla base di questa decisione sarebbe l’inserimento del gas fossile e dell’energia nucleare nella Tassonomia verde.

L’argomento è stato ampiamente dibattuto e contrastato negli ultimi mesi, fino a questa ‘mossa’. La decisione di inserire anche il gas fossile e l’energia nucleare nel piano di investimenti sostenibili della Tassonomia verde, non è stata accolta di buon grado dagli ambientalisti. Per questo motivo, Greenpeace ha deciso di portare la Commissione Europea al cospetto della Corte di Giustizia Europea. Questo quanto si apprende da una nota stampa apparsa sulla pagina ufficiale dell’organizzazione non governativa per la tutela ambientale.

Greenpeace contro gas e nucleare
Centrale nucleare – BioPianeta

La protesta di Greenpeace

Difatti, definire ‘sostenibili‘ gas fossile e nucleare per molti è apparso un vero controsenso. E al rifiuto della Commissione Europea di estromettere dalla Tassonomia verde questi due elementi, Greenpeace ha reagito. L’azione legale sarà ad aprile 2023. Questa mossa arriva dopo che la Commissione aveva respinto una richiesta formale che l’organizzazione ambientalista aveva sottoposto lo scorso settembre 2022. La richiesta di Greenpeace prevedeva di abbandonare il greenwashing del gas fossile e dell’energia nucleare. Secondo quanto dichiarato dall’organizzazione non governativa, l’inclusione di gas e nucleare viola di base il Regolamento della Tassonomia, la Legge Europea sul Clima e gli obblighi dell’UE definiti dall’Accordo di Parigi.

Come riporta il sito GreenMe, Ariadna Rodrigo, responsabile della campagna per la finanza sostenibile di Greenpeace EU, avrebbe dichiarato: “Esamineremo la risposta della Commissione. Ma la loro implacabile ipocrisia sui combustibili fossili e sul nucleare è semplicemente greenwashing e possiamo provarlo. Gli inquinatori, che Ursula von der Leyen vorrebbe premiare definendoli sostenibili, sono gli stessi colpevoli di molti dei disagi che oggi le cittadine e i cittadini europei affrontano per l’aumento del costo della vita e per l’emergenza climatica“. Rispetto alle violazioni, Greenpeace si sofferma su dei punti precisi: sia in merito ai gas fossili che al nucleare.

Centrale nucleare
Impianto per energia nucleare – BioPianeta

Cosa violano gas fossile ed energia nucleare

Rispetto ai gas fossili, Greenpeace tiene a precisare che la Commissione ha fissato una soglia per le emissioni di carbonio derivate da energia elettrica e gas fossile. Questa soglia sarebbe di 270 grammi di CO2 per chilowattora in conformità al diritto dell’UE esistente. Tuttavia, il Regolamento sulla Tassonomia, la Legge Europea sul Clima e l’Accordo di Parigi del 2015 non consentono più di 100 grammi di CO2 equivalente per chilowattora. Inoltre, sottolinea ancora l’organizzazione non governativa che gli investimenti nella nuova generazione di energia elettrica da gas fossile non possono essere considerati ‘transitori‘. Questo, invece, quanto sarebbe previsto dal Regolamento sulla Tassonomia. Tali impianti, infatti, potrebbero rimanere operativi oltre la scadenza del 2050. Infine, riporta Greenpeace che per la Commissione Europea non esistono alternative a basse emissioni. Ma questo è errato se si considera l’eolico e il solare.

Per quanto concerne l’energia nucleare ad essere contestato è innanzitutto il fatto che tale energia non può essere conforme al principio di “Non provocare danni significativi“. Così come invece è previsto dal Regolamento sulla Tassonomia. A violare questo principio: l’estrazione di uranio, l’elevato consumo di acqua, lo scarico di acqua calda e la generazione su larga scala di scorie radioattive. Ovvero, tutto il ciclo di vita dell’energia nucleare. Inoltre, gli investimenti nell’energia nucleare impiegano molto tempo per entrare in funzione. E questo ostacolerebbe lo sviluppo delle energie rinnovabili. Ed infine, sempre contro il nucleare contestato anche dal WWF, Greenpeace evidenzia che non si tratta di una tecnologia in grado di adattarsi al clima. In definitiva, non sarebbe in grado di contrastare i rischi derivati da fenomeni generati dalla crisi climatica.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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