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AMAZZONIA, QUANDO I SOLDI NON VINCONO: TRIBÙ SCONFIGGE COMPAGNIA PETROLIFERA

Nella società capitalistica del 2020 siamo abituati a ragionare in maniera schematica. Secondo questo tipo di costruzioni mentali, i soldi significano potere. Di conseguenza, chi possiede molto denaro può far tutto. Difficile dar torto ad una affermazione del genere visto che, tendenzialmente, risulta veritiera.

Avere molta disponibilità economica non significa esclusivamente potersi permettere spese corpose e possedere tante abitazioni. Molto spesso a questa corrisponde un legame con il “potere“, che sposta le decisioni a seconda degli interessi privati.

Fare di tutta l’erba un fascio però evidentemente è sbagliato. Proprio in queste settimane infatti è avvenuto un evento molto importante per quanto riguarda questo discorso e l’ambiente.

Strano ma vero

I Waorani sono una tribù che risiede nella parte della foresta amazzonica appartenente allo stato dell’Ecuador. Questo popolo conta circa 3000 unità, e vive in completa simbiosi con la natura circostante. L’evento che ha fatto notizia negli ultimi giorni è stata la vittoria legale che questi hanno ottenuto salvando una grandissima parte della foresta pluviale più conosciuta e famosa del mondo.

Qualche anno fa infatti il loro paese, sull’orlo del tracollo, ha accettato di collaborare con la Cina per quanto riguarda la fornitura di petrolio in cambio di aiuti economici.

L’area interessata al disboscamento era proprio quella abitata da questa tribù, che ha voluto far sentire la propria voce. Questi si sono riversati in massa nel luogo dove si è svolto il processo, ovvero Puyo. Il risultato del processo ha lasciato tutti a bocca aperta: la natura è salva, e per una volta il potere del denaro non ha avuto la meglio.

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