Nell’ultimo anno praticamente tutte le testate del mondo, compresa la nostra, hanno scritto qualcosa su Greta Thunberg. La giovanissima attivista svedese ha raggiunto i più importanti palcoscenici a cui un ecologista possa aspirare in vita sua.

Il suo personaggio è piaciuto a tutti per l’innocenza e la sua giovane età. Ma attenzione a giudicarla frettolosamente. La giovane ragazzina scandinava infatti è molto ferrata sul tema ambientalista e difficilmente si fa mettere i piedi in testa da qualcuno, adulti compresi.

Soprattutto i giovanissimi l’hanno presa come esempio per quanto riguarda l’attivismo. Ha  organizzato manifestazioni in tutto il mondo, in cui molti ragazzi si sono fatti sentire, rivolgendosi alle istituzioni.

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Quando è troppo, è troppo

Il fatto che però Greta sia finita sulla bocca di tutti, non ha avuto risvolti esclusivamente positivi. Indubbiamente, essendosi esposta in maniera corposa, esisteva questo rischio. Ciò che sta facendo a livello organizzativo e tramite le sue dichiarazioni è davvero epocale. Ma spesso il rovescio della medaglia mostra come su questo tipo di personaggi si finisca per speculare esageratamente.

Sembra infatti che la giovane scandinava stia pensando a registrare il proprio nome come “marchio”. Questo, immaginiamo, avrebbe preferito indubbiamente evitarlo. Ma, come lei stessa a dichiarato, spesso quest’ultimo viene utilizzato per “scopi commerciali senza alcun consenso“.

Il fatto che il suo nome venga associato ad interessi privati, anche se vicini alla causa ambientalista, non è ben visto dalla piccola Greta e da chi cura i suoi interessi. Oltre al suo nome, vorrebbe registrare anche quelli di “Fridays for Future” e “Skolstrejk for klimatet“, costantemente utilizzati nelle sue campagne di sensibilizzazione.