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Rizzoli primo trapianto al mondo di vertebre umane

Lucrezia Bellisario 17 Ottobre 2019
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Il 15 ottobre u.s., l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, sul proprio sito web, ha diffuso un comunicato stampa fornendo dettagli sul primo trapianto al mondo di vertebre umane.

 

Il Rizzoli è un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), ovvero un ospedale a cui il Ministero della Salute ha affidato anche compiti di ricerca. Esso, fondato nel 1896, ha sede nella città di Bologna ed oltre ad essere un centro di eccellenza per l’ortopedia e la traumatologia, è anche la clinica ortopedica universitaria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna.

Il Rizzoli è universalmente riconosciuto come eccellenza mondiale nel campo della chirurgia ortopedica.

 

L’intervento

 

Nel dettaglio, è accaduto che quattro vertebre conservate nella Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico dell’Emilia-Romagna sono state utilizzate per sostituire la parte di una colonna vertebrale rimossa ad un paziente di 77 anni colpito da cordoma, forma maligna di tumore osseo. A guidare l’equipe, il direttore della Chirurgia Vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo del Rizzoli, Alessandro Gasbarrini.

 

Le vertebre trapiantate sono state fornite dalla Banca del Tessuto Muscolo-scheletrico del Rizzoli stesso.

Attiva dal 1962, la prima in Italia, fornisce il 50% di tutto il tessuto muscolo-scheletrico utilizzato nel nostro Paese. La banca consente ogni anno di effettuare oltre 5 mila interventi su deformità come la scoliosi, malattie oncologiche o traumi in ambito ortopedico, neurochirurgico ed odontostomatologico. Garantisce la qualità e la sicurezza dei tessuti distribuiti e contribuisce alla stesura e alla diffusione di standard e linee guida; partecipa inoltre a progetti di innovazione tecnologica per la rigenerazione dei tessuti.

 

Ed è proprio grazie a tale disponibilità ed alle competenze cliniche e specialistiche dell’ospedale felsineo che tra le diverse possibili è stata scelta questa procedura, adottata dopo la rimozione delle vertebre malate, la cosiddetta ‘vertebrectomia’, trattamento obbligato in casi come questo.

 

“Abbiamo ricostruito la colonna vertebrale del paziente nel modo più simile alla conformazione naturale, ripristinando un’anatomia perfetta grazie all’impianto di un osso con struttura identica a quello che abbiamo dovuto togliere a causa del tumore- spiega il dottor Gasbarrini-. Per quanto riguarda le vertebre- aggiunge- fino ad oggi sono state sostituite o con materiali artificiali o con diafisi di femore, quindi un osso proveniente da un altro distretto anatomico, con una struttura differente da quella della vertebra e una minore possibilità di integrazione. L’impianto delle quattro vertebre nel paziente ci avvicina all’obiettivo di una perfetta fusione con la sua colonna vertebrale ed ottimizza un percorso di cura con radioterapia, che non sarebbe stata compatibile ad esempio con una protesi in titanio”.

 

“Un risultato straordinario, che rappresenta una svolta nella storia dei trapianti in Italia e nel mondo – afferma il presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini-. Siamo orgogliosi di poter avere nella nostra Regione professionisti e strutture capaci di realizzare interventi come questo, per un sistema sanitario pubblico che vogliamo sempre di più in grado di offrire servizi e cure di alta qualità, proiettandosi già ora nel futuro con tecniche e strumenti all’avanguardia.

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