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Galline malate e indebolite. Le condizioni disumane in uno stabilimento italiano.

Juary Santini 4 Settembre 2018
galline
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Sos per galline ovaiole in gabbia, denunciato allevamento. Indagine di Animal Equality e Tg2 nel mantovano.

Decine di migliaia di galline ammassate all’interno di gabbie, in numeri spesso superiori a quelli consentiti. Coperte di sporcizia e circondate da cadaveri di topi e di altre galline in putrefazione, è la condizione in cui sono state trovate delle galline ovaiole allevate in gabbia in uno stabilimento nel Mantovano. Le galline sono tutte malate e molte presentano ferite e malformazioni, causate dalla rete metallica su cui sono costrette a camminare per tutta la vita. Indebolite ed anemiche, non riescono a muoversi e per questo hanno perso anche il loro colore originale. A scoprire la tremenda situazione è stato Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione animale, che a fine aprile scorso ha svolto una indagine in collaborazione con la redazione cronaca del Tg2.

La condizione disumana della povere galline è stata documentata con video e fotografie, consegnate ai Carabinieri Forestali all’interno di una denuncia formale nei confronti dei proprietari dell’allevamento, già denunciati in passato senza ottenere nessun provvedimento; “la situazione non è migliorata: gli investigatori si sono trovati di fronte a scene, se possibile, ancora più sconcertanti”. L’allevamento, aggiunge Animal Equality, “era infestato dagli acari rossi, di cui le galline e le uova erano completamente ricoperti”, “senza alcuna possibilità di liberarsene”. Gli acari rossi succhiano il sangue alle galline costantemente, una tortura atroce.

Peraltro, Enrico Moriconi, veterinario e Garante per i Diritti Animali della Regione Piemonte, ha affermato che “la presenza di questi parassiti, se non trattata tempestivamente, può portare anche all’esplosione di veri e propri casi di salmonella. Inoltre, il guscio delle uova è poroso e condizioni di scarsa igiene possono portare all’ingresso di batteri nelle uova destinate al consumo alimentare”, prosegue l’organizzazione per la protezione animale. Animal Equality ricorda che “in Italia sono circa 42 milioni le galline allevate ogni anno negli allevamenti intensivi, di cui oltre il 65% in gabbia” e che “il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di uova in Europa”.

L’organizzazione ha lanciato una petizione su ilveroprezzodelleuova.it rivolta ad Assoavi, a Unaitalia e al neo Ministro delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, per “mettere fine all’utilizzo delle gabbie, un metodo crudele rigettato dalla maggioranza dei consumatori italiani ed europei”. La situazione riscontrata nell’allevamento del montovano è davvero grave e incredibile, e potrebbe essere così anche in altri stabilimenti.

Photo e Video Credits TG2

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