Fonte: Wikimedia

Legambiente, Ciwf Italia e Animal Law chiedono al Parlamento che venga introdotta una legge che obblighi i macelli a installare telecamere “per fermare i maltrattamenti, migliorare la protezione degli animali negli ultimi istanti della loro vita”

Telecamere all’interno dei macelli contro i maltrattamenti degli animali. Questa la richiesta al Parlamento di Legambiente, Ciwf Italia (Compassion in world farming Italia onlus, associazione italiana non-profit per la protezione e il benessere degli animali allevati a scopo alimentare) e Animal Law (associazione non-profit nata su iniziativa di avvocati e altri professionisti qualificati) durante la prima conferenza nazionale sul tema organizzata a Roma. “L’Italia – chiede Legambiente attraverso un documento indirizzato al Parlamento – introduca una legge che preveda l’obbligo di installazione delle telecamere nei macelli per fermare i maltrattamenti, migliorare la protezione degli animali negli ultimi istanti della loro vita e tutelare anche veterinari e lavoratori”

L’idea è nata alla luce degli ottimi risultati nello smascherare i maltrattamenti sugli animali ottenuti proprio grazie alle telecamera piazzate di nascosto da alcuni giornalisti e Ong per le loro inchieste. L’obiettivo è quello di tutelare non solo gli animali, ma anche lavoratori, veterinari e consumatori. “Per la prima volta – dichiara Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia onlus – abbiamo potuto mostrare le forti interconnessioni tra tutela degli animali e dei lavoratori, sia operatori che veterinari, all’interno dei mattatoi. Il messaggio che ne è emerso è forte e chiaro: la videosorveglianza potrebbe migliorare le condizioni di tutti e fornire ai consumatori le dovute assicurazioni”.

--pubblicità--

“Le sempre più numerose richieste dei cittadini e le inchieste dei mesi scorsi – spiega Nino Morabito, responsabile benessere animali di Legambiente – dimostrano che le telecamere nei macelli sono uno dei modi in cui le nuove tecnologie possono esser messe, con intelligenza, a servizio dell’interesse collettivo, a beneficio di tutti. Chiediamo al Parlamento da poco insediato di dare seguito a questa innovativa e giusta istanza”. Ci vuole più trasparenza sottolinea infine Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law: “Lo Stato non può più permettere che a scoprire comportamenti illeciti siano sempre e soltanto le telecamere nascoste. La richiesta di trasparenza viene direttamente dalla società ed è necessario che ottenga una risposta adeguata”.

LEGGI ANCHE:ALLEVAMENTI MAIALI IN LOMBARDIA, VIDEO SHOCK DENUNCIA GLI ORRORI

Photo Credit Pixabay