Curiosità

Passeggia vicino casa quando avverte uno strano verso: il ritrovamento inaspettato ha commosso l’Italia intera

Uno strano verso e un inaspettato ritrovamento hanno fatto commuovere tutta l’Italia, ecco cosa è successo.

Ci sono storie che commuovono perché colpiscono dritto al cuore e, in fondo, riguardano tutti noi. Storie che parlano di vite fragili e vulnerabili salvate, merce rara in un’epoca che come tante altre sembra dedita piuttosto allo “scarto” di chi non ce la fa.

Bambini, poveri, malati, vecchi. Tutti gli esseri disarmati della storia rappresentano, per dirla con le parole del filosofo e poeta Gustave Thibon, «l’innocenza esposta alla durata e alle sozzure del mondo». Una fragilità la loro che però ci riguarda tutti da vicino perché presto o tardi ciascuno di noi dovrà farci i conti.

Particolarmente vulnerabili lo siamo infatti nelle fasi incipienti e in quelle terminali della nostra esistenza. Il vecchio e il bambino si tengono per mano, come canta una vecchia canzone di Guccini: da sempre tra queste età della vita c’è una profonda e misteriosa solidarietà nel segno della debolezza.

Il ritrovamento che ha commosso tutta Italia

Commuove dunque quanto successo a Villanova Canavese, in provincia di Torino, dove sabato sera Paolo Secondo Laforet, un operaio di 49 anni, ha ritrovato un neonato dentro un cassonetto dei rifiuti.

Ritrovamento inatteso che commuove tutto il Paese
Paolo Secondo Laforet, l’operaio 49enne che ha chiamato i soccorsi per il neonato trovato in un cassonetto a Villanova Canavese, indica il luogo del ritrovamento (Foto Ansa) – biopianeta.it

Ad avvisarlo è stato il figlio quindicenne Casey che ha raccontato quanto accaduto al Fatto Quotidiano: «Sono uscito di casa e aperto il portone ho sentito come un gattino lamentarsi. Mi sono spaventato e sono subito rientrato, ho chiamato papà e mamma che hanno capito. Papà è uscito e lo ha subito portato al caldo».

Il ritrovamento è avvenuto poco prima delle 20 di sabato scorso in vicolo San Giuseppe, poco distante dal centro di Villanova Canavese, paese di oltre mille abitanti che si trova a meno di 30 km a nord di Torino, verso le Valli di Lanzo.

L’uomo, seguendo i lamenti che provenivano dal cassonetto vicino a casa propria si è avvicinato e ha notato un sacchetto di plastica. Al suo interno c’era il piccolo, che aveva ancora la placenta e il cordone ombelicale attaccati. 

Il racconto del ritrovamento nelle parole dell’uomo che ha soccorso il neonato

«Siamo venuti fuori di corsa – ha spiegato Paolo Laforet -, a terra c’era un sacchetto rosso e bianco. Il bambino era infilato dentro, ho capito che era un bimbo perché ho visto i piedini… abbiamo chiamato subito i soccorsi, sono stati tempestivi, era viola dal freddo, poverino».

I sanitari del 188 e i carabinieri si sono precipitati sul posto per prestare assistenza al neonato, subito trasportato all’ospedale di Ciriè. A quanto si sa il bimbo, un maschietto, sarebbe in buone condizioni e sulla vicenda stanno indagando gli uomini dell’Arma. La famiglia che lo ha ritrovato si è già detta disponibile ad adottare il piccolo. «Se avessi l’opportunità di adottarlo lo adotterei subito», ha detto Paolo Secondo Laforet.

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