Salute e benessere

Quasi la metà degli italiani soffre di carenza di ferro, ma non lo sa: come capirlo e come rimediare

La carenza di ferro è un problema più importante di quanto immagini: scopri come riconoscerla e quali sono i rimedi

Anche se in pochi lo sanno, la carenza di ferro è più comune di quanto si pensi. Si stima, infatti, che ne soffra almeno il 40% degli italiani. Questo minerale, però, è davvero importante per il corretto funzionamento dell’organismo. Motivo per cui ogni eventuale carenza andrebbe riconosciuta per tempo e integrata con gli alimenti o, se serve, con integratori prescritti dal medico.

Se hai il dubbio di soffrire anche tu di questo problema ecco, quindi, come accertarlo e quali sono le azioni da compiere subito dopo.

Carenza di ferro: come riconoscerla e cosa fare per integrare questo minerale

Avere il ferro basso comporta tutta una serie di sintomi che vengono spesso sottostimati ma che sono dei veri e propri campanelli d’allarme che indicano quanto sia necessaria la sua assimilazione. Dalla stanchezza frequente, ai mal di testa continui fino alle unghia e ai capelli fragili e alla scarsa concentrazione, i segnali sono davvero tanti. Le cause, invece, possono essere sia fisiologiche che di tipo alimentare. Spesso, anche una dieta troppo rigida può portare ad una carenza, motivo per cui chiunque dovrebbe considerarsi a rischio. La buona notizia è che basta un semplice prelievo del sangue per conoscere i livelli di ferro e scoprire se questo è troppo basso.

carenza di ferro
carenza di ferro, come fare (biopianeta.it)

In caso di accertata carenza è quindi opportuno rivolgersi al proprio medico curante al fine di ideare un piano d’azione. Davanti ad una carenza lieve, si può infatti cercare di agire sull’alimentazione andando ad inserire tutti quei cibi che contengono ferro. Tra questi ricordiamo la carne di tacchino e il pollo, il pesce azzurro, il tuorlo d’uovo, la soia, i legumi, gli ormai noti spinaci così come tutte le verdure a foglia verde, la frutta secca e alcune spezie come cannella, cumino, semi di finocchio, salvia e origano. Una volta individuati gli alimenti che ne sono più ricchi è importante aumentarne la biodisponibilità. Per farlo occorre associarvi fonti di vitamina C come il limone da usare come condimento o l’arancia da mangiare a fine pasto.

In caso di carenze più importanti, il medico potrebbe associare al cibo anche degli integratori che, in quanto tali, andranno inseriti con moderazione e secondo il dosaggio suggerito. Il fai da te, in questi casi, è altamente sconsigliato. Per fortuna, agendo nel modo corretto, ripristinare i livelli giusti di ferro è molto facile e consentirà di sentirsi subito meglio e di migliorare la qualità della vita in poco tempo.

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