L’uomo tende a preservare principalmente ciò per cui ha più interesse. Molto spesso questo corrisponde a quello economico e non alla conservazione della bellezza naturale che lo circonda. Purtroppo non si tratta esclusivamente di un discorso estetico, ma di qualcosa che a lungo andare inficia sulla qualità della vita di tutti.

I primi a risentire delle logiche di disboscamento sono certamente gli animali, ma sarebbe certamente un discorso riduttivo. Se pensiamo che, per soldi, tendiamo ad eliminare gli habitat naturali dei nostri “coinquilini” su questo pianeta dovremmo già sentirci in colpa. Se poi questi luoghi sono fondamentali per la conservazione del patrimonio della biodiversità mondiale e fungono da “polmone” del nostro pianeta, allora la situazione si fa realmente allarmante.

Sostenibilità e conservazione

Le aree verdi, sulla Terra, stanno scomparendo nemmeno troppo lentamente. La logica del disboscamento è sicuramente dovuta alla necessità di costruire o di creare nuovi terreni adatti alla coltivazione agricola. Nella zona di confine tra Nigeria e Camerun sta succedendo proprio questo. La poca supervisione nel campo dell’agricoltura è costata molto cara alle foreste circostanti.

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Chi ne paga le conseguenze? La vittima prediletta è sicuramente il gorilla di Cross River, una specie di mammifero ad altissimo rischio estinzione. Si contano meno di duecento esemplari totali: questo animale è davvero sfuggente e fa di tutto per non incrociare l’uomo. Probabilmente si è reso conto che questo incarna la più grande minaccia esistente.

Il Cross River National Park effettivamente vede le sue dimensioni in forte riduzione negli ultimi anni. L’Unione Europea si è mobilitata per la salvaguardia della foresta e del gorilla, con un finanziamento da 2 milioni di euro per la causa. L’idea è quella di affidare i fondi alla  Wildlife Conservation Society, che provvederà ad organizzare in maniera migliore i terreni agricoli circostanti all’area interessata. Circa mille famiglie di lavoratori della terra riceveranno un aiuto economico per rendere sostenibili le celeberrime piantagioni di cacao della zona.