Negli Stati Uniti, in West Virginia, esiste un concept di case tra gli alberi che abbraccia gli scenari del Dawson Lake e le prospettive di un’ospitalità verde e sostenibile. Parliamo di un’idea di Peter Pichler, indubbiamente una delle persone più visionarie e lungimiranti del settore. Parliamo delle case sugli alberi, un classico dell’architettura che si accompagna ad intenti nobili come quello del rispetto della Terra su cui viviamo.

L’intento è quello di minimizzare l’impatto ambientale e affrontare le sfide che presentano i cambiamenti climatici. Il paesaggio è quello dell’America centro-orientale, dove la natura incontaminata sprona a trovare soluzioni che siano ideali per il nostro Pianeta. A dir la verità il complesso sorge all’interno di un giardino privato, ma ciò non cambia quella che è la sostanza della questione.

Di ultima generazione

Le otto abitazioni in legno locale, sospese tra gli alberi dell’esteso e fitto bosco di aceri, pioppi e querce lambito dalle acque del lago, sono state pensate per integrarsi a breve in un insediamento completamente “plastic free“. Questo sarà anche un centro di ricerca per il tema della sostenibilità, dove si terranno incontri e conferenze alla fine della pandemia.

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Il tetto delle strutture sarà a falda spiovente, e le unità abitative saranno variabili fino ad arrivare ad un massimo di 45 metri quadrati. Il vetro posto su due lati aumenterà la percezione di un tuffo nella natura, oltre che fornire la luce necessaria alla vita diurna.

È previsto che le strutture abbiano un completo isolamento termico, essendo dotate di una pompa di calore. Questo, unito al sistema di illuminazione a risparmio energetico di ultima generazione. Ciò che questo progetto vuole fare è “scomparire” nella natura. Il tentativo infatti è quello di una sensazione visiva ben specifica, completamente omogenea rispetto all’ambiente circostante.