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Da Cuneo il veterinario che salva i ricci: la storia è un libro

Giusy Patera 21 Novembre 2018
A Cuneo il veterinario che salva i ricci: il racconto in un libro

La sua storia ora è un libro: parla di Massimo Vacchetta, il veterinario e scrittore diventato un caso perché ha come missione quella di salvare i ricci. E a Cuneo esiste il primo ospedale d’Italia dedicato a loro

Arriva da Cuneo e di professione salva i ricci. Si tratta di Massimo Vacchetta, veterinario e anche scrittore, la cui storia è divenuta un caso perché questo medico si occupar di salvare i ricci. La sua storia è racchiusa in due libri, “25 grammi di felicità” e “Cuore di riccio”, ormai casi letterari e tradotti in molte lingue fino al cinese. Storia che comprende anche un ospedale: il centro di recupero ricci “La Ninna” che si trova a Novello in provincia di Cuneo. Si tratta della prima e unica struttura in Italia di questo tipo, che ospita ottanta esemplari, di cui 30 disabili. Con un record lo scorso anno: la struttura ha salvato 250 piccoli animali.

Quelli che massimo Vacchetta salva sono ricci che arrivano da tutto il nord Italia, salvati da persone che li trovano lungo la strada spesso in condizioni disperate. Molte persone ma anche la Forestale li trova consegnandoli direttamente a lui che inizialmente li teneva e curava in casa propria, sistemandoli in trasportini simili a quelli dei gatti. In realtà nasce come veterinario specializzato in bovini, ma dal primo riccio curato in condizioni di emergenza inizia la sua storia con cui arriva ad aprire il centro di recupero La Ninna di cui è responsabile.

Racconta che ogni anno in Italia sono almeno 100 mila i ricci che vengono schiacciati dalle auto di notte, senza contare quelli feriti da aggressioni di altri animali o decespugliatori. Nel centro ogni riccio viene curato pur con enormi difficoltà che derivano dai costi delle cure. Il centro si mantiene in piedi anche grazie alle donazioni di persone che vogliono sostenere il grande sogno di Vacchetta, che in due anni ha curato oltre 150 ricci con una mortalità diminuita del 10 per cento.

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