Stop al glifosato in agricoltura, la Calabria prima regione italiana

Stop al glifosato in agricoltura in Calabria: la regione è la prima italiana a stabilire che venga escluso l’erbicida dalle pratiche agricole, con una delibera in controtendenza anche rispetto al panorama europeo. La sostanza, molto usata nei pesticidi, è stata dichiarata come probabilmente cancerogena da un organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Il glifosato è l’erbicida più usato a livello mondiale, una sostanza usata nei pesticidi e presente in oltre 750 prodotti dedicati alle colture intensive anche per la sua economicità. Si tratta però di una sostanza dannosa che, secondo lo IARC (The International Agency for Research of Cancer), organo dell’Oms, che causa danni alla salute delle persone con effetti devastanti: è stato infatti definito come “probabilmente cancerogeno” ed è stata dimostrata la correlazione tra l’esposizione ad esso e un tipo di tumore del sistema immunitario.

Nonostante questa pericolosità, l’Europa non è ancora chiara e decisa circa il divieto di questo veleno. Arriva invece dall’Italia, e precisamente dalla Calabria, una decisione che mette al bando il glifosato dalle pratiche agricole. Con la delibera n.461/2016 la regione diventa la prima italiana ad escludere la sostanza dall’agricoltura, accogliendo il principio di precauzione in nome della salute pubblica seguendo la petizione #StopGlifosato che ha riunito 45 tra associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica; una scelta coraggiosa che potrebbe segnare una vera svolta ecologica per la regione.

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La decisione del divieto infatti va molto più a fondo del decreto del Ministero della Salute che qualche giorno fa ha messo al bando 68 prodotti contenenti il glifosato, mettendolo al bando in agricoltura ma soltanto nelle fasi di pre-raccolta, oltre che nei parchi pubblici o nei parchi giochi.

Photo credit: Pixabay.it

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