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Clean Sea Life: il turismo balneare è una delle fonti principali di plastica sulle spiagge

Juary Santini 15 Agosto 2018
Clean Sea Life: il turismo balneare è una delle fonti principali di plastica in mare
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l turismo balneare è una delle cause della presenza massiccia di plastica in mare, dopo le discariche illegali e la cattiva gestione dei rifiuti. Ad affermarlo, dopo aver monitorato 27 spiagge italiane, è il progetto Clean Sea Life. 

l turismo balneare è una delle cause maggiori della presenza massiccia di plastica in mare, dopo le discariche illegali e la cattiva gestione dei rifiuti. Il progetto Clean Sea Life ha controllato e monitorato 27 spiagge di nove diverse regioni italiane e dimostra come un terzo dei rifiuti sulle nostre spiagge dipenda dal turismo balneare: secchielli e palette, puntali d’ombrellone, flaconi di creme solari, occhiali, ciabatte, costumi da bagno, riviste, contenitori di gelati, caramelle, snack, mozziconi di sigaretta, bicchieri, cannucce, piatti, posate e bottiglie monouso “dimenticati” in spiaggia quotidianamente dai bagnanti o dispersi a causa della limitata capacità di gestione dei rifiuti delle località balneari, spesso incapace di a fronteggiare l’affluenza delle giornate di punta come quella del 15 agosto.

“Basta scendere in spiaggia la mattina presto per trovare decine di bicchieri e cannucce di plastica degli happy hour – afferma Eleonora de Sabata, portavoce del progetto co-finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea, il cui promotore è il Parco Nazionale dell’Asinara – ma a fine giornata anche i cestini alle spalle della spiaggia sono spesso stracolmi: a quel punto basta un colpo di vento o il passaggio di un animale randagio per disperdere i rifiuti nell’ambiente. Ogni oggetto dimenticato e non raccolto finisce per sbriciolarsi in una nuvola di frammenti di plastica. Ed è anche per questa ragione che alcune zone del Mediterraneo, un mare praticamente chiuso, hanno la più alta concentrazione di microplastiche al mondo. La soluzione? Riportare i propri rifiuti a casa e smaltirli correttamente, dove possibile differenziandoli”.

Il Mediterraneo, come afferma l’esperta, è quindi tra le zone del Pianeta più colpite dal fenomeno delle microplastiche. Giornate come quelle di Ferragosto aumentano la portata dei danni alle nostre coste e sulle nostre spiagge, purtroppo. Non si può fare nulla? certo che si, ognuno nel suo piccolo, dovrebbe provare e provvedere a non lasciare rifiuti, di nessun tipo, nelle zone turistiche che frequenta.

turismo balneare plastica spiagge

Photo Credits twitter

Tags: Crisi climatica Plastica spiaggia

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