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A rischio la foresta di Sherwood: autorizzata l’estrazione di gas

Giusy Patera 11 Gennaio 2018
A rischio la foresta di Sherwood: autorizzata l'estrazione di gas
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Un’azienda petrolchimica inglese è stata autorizzata al fracking, ovvero alla fratturazione della terra per estrarne gas, nella foresta di Sherwood: gli ambientalisti insorgono

Rischia di essere snaturata la casa del leggendario Robin Hood, il bosco sicuramente più amato (e noto) della contea di Nottinghamshire: nella foresta di Sherwood è stata infatti autorizzato il fracking, ovvero la fratturazione idraulica della terra per estrarne gas di scisto, con conseguente movimentazione degli ambientalisti, sul piede di guerra innanzitutto nei confronti dell’azienda.

A essere autorizzata a fare ricerche di fracking nella foresta di Sherwood è stata l’azienda petrolchimica Ineos. La pratica prevede perforamenti del terreno sino ad arrivare alle rocce che contengono giacimenti di gas naturale, estratto tramite l’iniezione ad alta pressione di acqua, sabbia e altri prodotti chimici. Gli ambientalisti, tra cui gli attivisti di “Friends of the Earth, sono insorti contro l’azienda dopo aver ottenuto i documenti che provano l’autorizzazione ricevuta dall’azienda a condurre le esplorazioni in zone sensibili piazzando cariche esplosive sotto terra. Gli ambientalisti hanno lamentato scarsa trasparenza dopo che era stato promesso pubblicamente che non sarebbero state effettuate ricerche nelle aree protette, mentre in privato si stava negoziando l’ottenimento del permesso per i perforamenti anche nella foresta di Sherwood.

Meta ogni anno di milioni di turisti, la foresta di Sherwood era già stato oggetto di polemiche nel 2011, quando il ministero dell’Ambiente, per far quadrare i conti, aveva deciso di vendere circa 423 km quadrati della foresta a privati: si era allora sollevata una protesta che aveva coinvolto anche personaggi noti, come Annie Lennox o Vivienne Westwood, che si erano rivolti direttamente al primo ministro Cameron per salvare le foreste inglesi. Probabile che anche in questo caso ci sarà un interessamento comune e generalizzato per proteggere quella che è di certo una delle zone naturali più conosciute di tutta l’Inghilterra.

Photo credit: Pixabay.it

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