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La Tigna dei cani e dei gatti

Tamara Valentini 11 Marzo 2016
La Tigna dei cani e dei gatti
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La Tigna dei cani e dei gatti

La Tigna è una dermatofitosi, cioè una micosi: con il termine “micosi” si indicano tutte quelle patologie sostenute dai funghi, nello specifico dei nostri amici Bau e Miao (la micosi colpisce sia i cani che i gatti), i funghi (dermatofiti) in grado di sviluppare infezioni micotiche appartengono ai generi Trichophyton, Microsporum ed Epidermophyton.

Il dermatofita che provoca la Tigna del cane e del gatto è il Microsporum canis: esso è responsabile di oltre il 50% delle infezioni fungine note, appunto, con il nome di Tigna.

Il Microsporum canis presenta due forme: una attiva, agente della patologia, ed una vegetativa cioè la “spora”: la spora non è in grado di per sé di sviluppare la malattia, ma contiene da 5 a 15 cellule del micete. La “spora” viene prodotta dal fungo come forma di “conservazione” biologica: solitamente ha un rivestimento esterno costituito da materiale ceroso, impermeabile agli agenti esterni (antifungini, disinfettanti, etc.), ed insensibile al calore ed alla luce. Nelle opportune condizioni di ambiente, temperatura ed umidità, la spora libera le cellule che contiene, le quali sono in grado di colonizzare le aree dove è depositata e dare luogo alla formazione del fungo, che, a sua volta, produrrà, nel giro di 24/48 ore migliaia di altre “spore”.

La Tigna è contagiosa anche per l’essere umano (zoonosi).

Le dermatofitosi, cioè le infezioni micotiche, come la tigna necessitano di un intervento molto tempestivo, onde evitare che l’infezione si propaghi nel volgere di un tempo molto breve.

Il contagio avviene da animale infetto ad individuo sano con il contatto diretto attraverso le “spore”: occorre, tuttavia, precisare che benché molto contagiosa, l’individuo contagiato dall’animale ammalato, solitamente è un soggetto le cui difese immunitarie sono carenti per le cause più disparate: è assai difficile che un individuo in perfetta salute contragga una infezione fungina. La diffusione delle “spore”, infatti, è ubiquitaria e per la loro particolare caratteristica di resistenza agli agenti esterni, rappresenta, un sistema di “contatto/contagio” molto facile: ne consegue che se non intervenisse immediatamente il sistema immunitario, ogni nostro peloso sarebbe perennemente ammalato di tigna, e/o di micosi, più in generale.

SINTOMI

La tigna si manifesta con aree “alopeciche”, cioè senza pelo, di forma per lo più arrotondata, nelle quali è visibile il derma sottostante, generalmente, desquamato (forfora di colore avorio/giallo pallido); il prurito, se presente, è di lieve entità.

Le aree colpite tendono ad allargarsi con andamento circolare: alle volte è possibile notare, in queste aree, una zona di guarigione centrale circondata da una erosione periferica dove i peli sono assenti o accorciati oppure spezzati.

Altri sintomi: eritemi, croste, papule, onicodistrofia (alterazione della struttura dell’unghia di una o più dita).

Le parti del corpo più colpite sono la zona dorsale delle zampe, il collo, il muso, il dorso e le natiche.

DIAGNOSI

La diagnosi spetta al medico veterinario che eseguirà un raschiato per l’esame al microscopio a cui potrà seguire un esame colturale e l’osservazione con la lampada di Wood (la stessa che si impiega in campo umano).

TERAPIA

La terapia è sia topica, cioè si impiegano antimicotici per uso esterno da applicare sulle aree colpite, che sistemica, vale a dire con antimicotici per uso orale. Si ricorda che essendo una micosi, la terapia è necessariamente piuttosto lunga onde evitare le forma recidivanti causate dalle spore.

PRECAUZIONI

È bene disinfettare gli ambienti con i detergenti suggeriti dal medico veterinario ed eliminare cucce di stoffa, coperte e giochini di peluche e/o tessuto, mentre quelli di plastica o di materiale solido devono essere disinfettati con lo stesso detergente usato per gli ambienti.

(di Maria Luisa Spezia)

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