Ambiente

La prima città europea travolta dalla siccità: iniziano i razionamenti già a febbraio

Siccità sempre più travolgente: già a febbraio una città europea dovrà affrontare per prima i razionamenti d’acqua. 

A dicembre 2023, all’inizio dei colloqui sul clima COP28 negli Emirati Arabi Uniti, la Convenzione delle Nazioni Unite per Combattere la Desertificazione (UNCCD) ha presentato il rapporto ‘Global Drought Snapshot’. Dal rapporto, basato su ricerche degli ultimi due anni, emergeva il pesante impatto della siccità, definita «un’emergenza senza precedenti a livello planetario».

La siccità è destinata a impattare sempre più pesantemente sull’agricoltura, sulle foreste e sulle risorse idriche, con significative ripercussioni sociali e economiche, sosteneva il rapporto delle Nazioni Unite. Diventerà perciò sempre più cruciale gestire in maniera efficiente le acque.

I Paesi più a rischio siccità sono quelli a basso e medio reddito, dove vive l’85% delle persone colpite dalle  ondate di siccità, con una probabilità 15 volte maggiore di essere uccisi da inondazioni, siccità e tempeste in regioni molto vulnerabili. Ma la siccità non risparmia neanche il Vecchio Continente: in una famosa città europea già in questo mese di febbraio cominceranno i razionamenti.

Siccità, razionamenti già a febbraio in questa città europea

Il razionamento è scattato a Barcellona dove dal 2 febbraio, come in altre 202 località della Catalogna, sono entrate in vigore le misure d’emergenza per fronteggiare quella che il presidente della regione Pere Aragonès ha definito la peggiore siccità a livello regionale dall’inizio delle rilevazioni, avviate nel 1916

Città europea scattano i primi razionamenti d'acqua
Siccità, già a febbraio scattano i razionamenti a Barcellona – biopianeta.it

Le misure sono partite quando il livello dei bacini artificiali delle zone interessate dall’emergenza è sceso sotto il 16 per cento del livello medio. Le siccità non sono una novità per gli spagnoli, ma si sono aggravate coi cambiamenti climatici e talvolta con l’eccessivo sfruttamento delle acque dei (pochi) fiumi per l’irrigamento dei campi. 

Oltre al capoluogo Barcellona, le misure interesseranno 6 milioni di persone, vale a dire l’80% dei 7,5 milioni di abitanti della regione. Da più di tre anni la Catalogna è attraversata da una pesante siccità. In alcuni posti non ha piovuto nemmeno una volta e particolarmente colpite sono le zone del nord e della costa. 

Le misure di emergenza adottate a Barcellona e in Catalogna prevedono una riduzione dell’80% del consumo di acqua per l’agricoltura, del 50% per l’allevamento e del 25% per le attività industriali. Ma ci sono limiti anche al consumo domestico giornaliero (massimo 200 litri d’acqua a persona). Tra i divieti anche quello di mettere in funzione le fontane ornamentali. No anche al lavaggio delle auto (ad eccezione degli autolavaggi in grado di riciclare l’acqua). Vietato pure riempire le piscine. Le misure antisiccità rimarranno in vigore almeno per 15 mesi.

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