Salute e benessere

Immunoterapia per combattere il tumore al rene: le parole dell’esperto sono incoraggianti

Una speranza contro il tumore al rene. I test sull’immunoterapia sembrano funzionare: ecco le nuove scoperte

Nel costante sforzo di ampliare le opzioni di trattamento per i pazienti affetti da tumore al rene, la comunità medica sta assistendo a una vera e propria rivoluzione grazie all’immunoterapia. Questa nuova frontiera nella lotta contro il cancro ha dimostrato risultati promettenti, aprendo nuove prospettive per coloro che affrontano questa malattia. Ecco cosa ci dice l’esperto.

L’immunoterapia sfrutta il potere del sistema immunitario del corpo per combattere le cellule tumorali. Nel caso specifico del tumore al rene, questa metodologia rivoluzionaria ha mostrato particolare efficacia. Una speranza concreta per i pazienti. In Italia, nel 2023, la stima è di circa 12.700 nuove diagnosi di tumore renale di cui l’85% con malattia localizzata.

Uno degli aspetti distintivi dell’immunoterapia è la sua capacità di potenziare la risposta immunitaria del corpo. Gli approcci più comuni coinvolgono l’uso di farmaci chiamati “inibitori checkpoint immunitari”. Questi farmaci agiscono bloccando le proteine che impediscono al sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Nel caso del tumore al rene, questo approccio ha dimostrato di essere particolarmente efficace. Si registrano risultati positivi in molte fasi della malattia.

Immunoterapia contro il tumore al rene: risultati incoraggianti

I risultati delle sperimentazioni cliniche sono stati incoraggianti. Pazienti che non rispondevano alle terapie convenzionali hanno sperimentato miglioramenti significativi con l’immunoterapia. Inoltre, l’approccio è stato ben tollerato da molti pazienti. Ridotti sensibilmente gli effetti collaterali spesso associati ad altre forme di trattamento.

Immunoterapia, tumore reni
L’immunoterapia funziona contro i tumori ai reni? – (biopianeta.it)

Un punto di svolta nella storia della lotta contro il tumore al rene è rappresentato dalla recente approvazione di alcuni farmaci immunoterapici da parte delle autorità regolatorie. Questo passo segna il riconoscimento ufficiale dell’efficacia di questa nuova strategia terapeutica.

Roberto Iacovelli, professore associato di oncologia medica, università cattolica del Sacro Cuore, Comprehensive Cancer Center, fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma ha sottolineato come recenti studi abbiano dimostrato, seppur in fase embrionale, come l’immunoterapia con pembrolizumab possa non solo curare ma anche aiutare a guarire dal tumore renale. È stato utilizzato come terapia adiuvante nei pazienti con carcinoma a cellule renali (Rcc) a rischio intermedio-alto o alto di recidiva a seguito di nefrectomia. L’immunoterapia in fase adiuvante, cioè somministrata dopo la chirurgia, ha ridotto il rischio di morte del 38%

Tuttavia, nonostante i progressi significativi, c’è ancora lavoro da fare. Gli esperti sottolineano l’importanza della ricerca continua per comprendere meglio come ottimizzare l’immunoterapia, identificare i pazienti che ne trarranno maggior beneficio e sviluppare nuovi approcci per superare eventuali resistenze.

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