Sustainability Life

Sbagli di grosso a gettare la terra delle piantine morte: guarda come ti faccio risparmiare tantissimi soldi

Un modo intelligente e pratico di riusare la terra delle piante, ecco come si può rigenerare questo prezioso materiale.

Con la fine della bella stagione, alcune delle piante annuali che si trovano sul balcone e negli spazi aperti di casa muoiono e vengono gettate. Le terra che ha ospitato radici e tuberi è stata sfruttata ampiamente e quindi appare inutile conservarla per la stagione successiva.

In effetti, la terra contenuta nei vasi delle piante ha perso completamente gli elementi nutritivi naturali che la componevano. Della torba iniziale rimane ben poco, le piante che vengono gettate alla fine del loro ciclo vitale non contribuiscono a rigenerare i valori biochimici del terriccio. Questo non ha più capacità di assorbire e drenare l’acqua, così come ha perso gli elementi nutritivi necessari alla pianta. Quindi appare necessario comprare dell’altra terra con una spesa notevole. Tuttavia, ci sono delle alternative.

Non buttare più via la terra delle piantine, risparmi tantissimo: ecco come

In natura, i cicli stagionali prevedono chiaramente che le piante e in genere molti vegetali perdano il fogliame e i rami più esterni della chioma, per gli alberi. In un ambiente boschivo, le foglie secche e i rami caduti in terra restituiscono al terreno stesso quanto hanno assorbito nei mesi precedenti grazie ai processi legati alla fotosintesi.

compostaggio a casa
Come riclicare la terra dei vasi – biopianeta.it

Foglie e rami infatti marcendo nel terreno e rilasciando elementi biochimici nutritivi, rigenerano il terreno e alimentano un ricco sistema biologico che gradualmente arricchisce e rigenera il terreno. Quello che nel corso della stagione precedente ha nutrito le piante stesse. Il terreno quindi riacquista le sue caratteristiche nutritive e si prepara alla stagione in cui le piante riprenderanno a produrre foglie e a crescere.

Questo processo naturale può essere riprodotto, almeno parzialmente a casa, rigenerando il terriccio dei vasi con il risultato di risparmiare e riciclare il materiale. La procedura è semplice. Si raccolgono in un parco o in campagna le foglie secche di querce, aceri, noccioli e così via, si mettono in un sacco nero della spazzatura, quelli condominiali sono perfetti, oppure in un contenitore abbastanza ampio.

Quindi si versa il terriccio usato nel sacco o nel contenitore con un rapporto del volume delle foglie pressate pari a quello delle terriccio. Si uniscono due bicchieri di acqua e si agita il contenuto, sistemando il tutto in una posizione dove abbia sole per almeno un’ora al giorno. Si possono aggiungere anche degli scarti di vegetali della cucina tagliati in piccoli pezzi.

Di tanto in tanto il sacco o il contenitore, chiusi con attenzione, vanno mescolati. Si riproduce così in piccolo un processo naturale di rigenerazione del terreno. Una sorta di compostaggio che consente dopo alcuni mesi in primavera di avere di nuovo del terriccio pronto a nutrire piante e fiori.

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