Moda Sostenibile

L’innovazione nella moda si chiama ‘MuSkin’: un materiale interamente green ed ecosostenibile

Il settore della moda ha inventato un nuovo materiale chiamato MuSkin, il quale potrebbe rivoluzionare il mondo dell’abbigliamento.

La moda sorregge indubbiamente l’economia mondiale, grazie al suo enorme giro d’affari generato dalle numerose aziende d’abbigliamento. Questo prestigioso settore possiede inoltre una storia lunghissima alle spalle, la sua origine risale addirittura all’800. In quel periodo nacquero infatti i primi telai meccanici e le innovative macchine da cucire. Questi ultimi furono inoltre gli strumenti che permisero alle aziende di conquistare letteralmente il mondo, grazie alla produzione di massa.

Ad ogni modo, le prime case di moda arrivarono nel corso del ‘900, e in pochissimo tempo riuscirono ad influenzare milioni di persone con degli abiti rivoluzionari. Oggi, il settore dell’abbigliamento continua a rivoluzionare il mondo, soprattutto grazie ai moderni tessuti.

Moda, ecco l’innovativo materiale MuSkin

L’azienda toscana Grado Zero ha recentemente presentato un nuovissimo materiale per il settore della moda. Il suo nome è Muskin, ed è sostanzialmente un prodotto realizzato attraverso i funghi. Secondo gli esperti, potrebbe inoltre essere una valida alternativa all’attuale pelle. La maggior parte delle aziende sono infatti influenzate dal famoso cambiamento climatico, ed è per questo che oggi si punta soprattutto sulla sostenibilità. I vestiti del futuro saranno quindi sempre più ecosostenibili, poiché il rispetto per l’ambiente deve avere necessariamente la priorità.

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Nuovo materiale per la moda ecosostenibile – biopianeta.it

Per quanto riguarda l’azienda toscana Grado Zero, questa ha affermato di essere finalmente pronta a lanciare il suo nuovo materiale attraverso il prodotto ReMuskin. Quali sono allora le caratteristiche di questo innovativo prodotto? Innanzitutto, bisogna ricordare che Muskin viene ottenuto mediante un semplice fungo parassitario, che solitamente cresce con estrema facilità in molte zone d’Italia. Si tratta pertanto di un fungo che si riproduce vicino agli alberi, dai quali attinge il nutrimento. Ciò significa che la sua raccolta è in realtà un’azione positiva, poiché è un essere vivente parassitario. In altre parole, questo fungo si attacca all’albero per “rubargli” le sostanze nutrienti.

Va inoltre ricordato che la raccolta viene effettuata a mano, non vengono quindi rilasciate particelle inquinanti nell’ambiente. La Grado Zero ha recentemente dichiarato che il suo prossimo obiettivo è quello di aumentare la raccolta del fungo. Nel 2012 riuscivano infatti a raccogliere solamente 10 kg in un anno, mentre nel 2022 hanno raggiunto addirittura una tonnellata. In futuro sperano ovviamente di velocizzare le operazioni. Ciò che sorprende maggiormente è l’assenza di agenti inquinanti e di prodotti chimici, che solitamente altre aziende adoperano durante la produzione. Il processo che trasforma il fungo in un materiale per la moda non presenta infatti agenti chimici.

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