Ambiente

Dubbi degli ambientalisti sul progetto contro lo scioglimento dei ghiacciai: come funziona la grande barriera sottomarina

Livello degli oceani in crescita a causa dell’innalzamento delle temperature: cosa sta accadendo ai ghiacciai e quali sono le stime preoccupanti. Ecco intanto il progetto della possibile barriera sottomarina. 

Le stime sono preoccupanti e parlano del 2100 come l’anno in cui l’innalzamento delle acque raggiungerà circa mezzo metro, nei successivi due secoli potrebbe arrivare a 9 metri. Sono queste le conseguenze dell’innalzamento delle temperature e dello scioglimento dei ghiacciai.

A causa di questo aumento, di conseguenza, potrebbero di fatto cambiare le mappe di molte città: si parla di stravolgimenti a New York, Sydney, Dubai, Venezia, Shanghai, Istanbul, Barcellona, Amsterdam e via discorrendo. Ora invece spunta un nuovo progetto, ma le polemiche sono praticamente dietro l’angolo.

Cosa prevede il primo progetto contro lo scioglimento dei ghiacciai

Per contrastare questo fenomeno dei cambiamenti climatici, infatti, gli esperti parlano da qualche tempo di progetti di geoingegneria, cercando di risolvere la questione della fusione dei ghiacciai. Ora invece spunta il progetto di costruzione di una barriera sottomarina che potrebbe proteggere l’erosione del ghiacciaio di Jakobshavn.

Ghiacciai innalzamento temperature
I ghiacciai visti dalla NASA – foto: Ansa – biopianeta.it

Si tratta dello stesso dal quale si staccò molto probabilmente l’iceberg che affondo il Titanic nel 1909. Proprio questo ghiacciaio, proveniente da un fiordo della Groenlandia, fu minacciato dalle correnti calde e che, da tempo, causano la sua erosione. La stima è che il 4% dell’innalzamento degli oceani sia provocato dallo scioglimento di questo ghiacciaio, da qui l’idea di porre un rimedio.

La proposta di costruire una muro subacqueo arriva dal glaciologo John Moore che ha notato l’esistenza di una cresta di 5 chilometri nel fondo dell’oceano. Ma la proposta dello studio, poggiata dal collega Michael Wolovick, è stata bocciata poiché ritenuta complicata e alquanto dispendiosa dal punto di vista economico: per completarla, infatti, ci vorrebbero da 10 a 20 anni.

Sempre gli scienziati Wolovick e Moore hanno rilanciato un’altra proposta. Si tratta di costruire una mega tenda, senza alcun materiale plastico, così da ancorarla al fondale. Essa potrebbe galleggiare a tal punto da deviare le correnti, ma il costo sarebbe intorno ai 500 milioni di dollari.

In caso di funzionamento, però, il modello potrebbe essere replicato altrove. Sta di fatto che, però, la fattibilità dell’opera è stata messa in dubbio, specialmente per l’effettiva e concreta possibilità di manipolare ad ampio raggio i processi ambientali. Entrambi i processi sono complessi, ma la corsa contro il tempo è partita già da un po’.

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