Salute e benessere

Cellule robot in grado di guarire le ferite, non è un film ma scienza: l’annuncio dei biologi

Nuovi sviluppi eccezionali in ambito medico, siamo forse difronte ad un bivio che cambierà la storia: l’annuncio dei biologi


Gli studi scientifici non si fermano mai e questo vale soprattutto per l’ambito della medicina, un settore in cui gli approcci tradizionali sembrano essere sempre meno scelti per far spazio, invece, ad altri innovativi metodi quasi degni di un film.

La scoperta straordinaria di cui stiamo parlando questa volta è stata fatta dai biologi della Tufts University che, da quel che sembra, pare siano riusciti a creare delle “cellule robot” particolari, in grado di muoversi lì dove nessun altro potrebbe mai arrivare e compiere dei piccoli miracoli. Senza dubbio, questo rappresenta un nuovo capitolo della biotecnologia, un capitolo che potrebbe portare ad applicazioni mediche potenzialmente infinite.

Anthrobots: cellule in grado di curarci dall’interno, una scoperta che potrebbe cambiare il mondo

È Michael Levin il genio dietro lo sviluppo delle “cellule robot” di cui vi stiamo parlando, il biologo insieme al suo team di ricerca ha divulgato la notizia che parla della riuscita di questi organoidi formati da cellule umane in grado di muoversi attraverso il fluido.

Cellule robot in grado di guarire le ferite
Anthrobots: cellule in grado di curarci dall’interno – foto: Ansa – biopianeta.it

Ovviamente, quando parliamo di robot non stiamo quindi parlando di oggetti fatti di circuiti e cip, ma queste cellule, munite di ciglia costituite da proteine, sono una vera rivoluzione in quanto potrebbero viaggiare all’interno del nostro corpo e per ora andare a riparare i tessuti danneggiati. Non di certo una cosa banale, anche se le applicazioni di tale tecnologia potrebbero essere quasi infinite.

Senza dubbio, immaginare un giorno in cui un’iniezione avrebbe potuto salvarci da tutti i mali è sempre sembrata solo fantascienza, e per ora è ancora così. La ricerca di Levin e del suo team, tuttavia, potrebbe far diventare tale sogno una realtà entro il prossimo decennio.

Ciò che rende gli Anthrobots diversi dalle altre cellule di questo tipo già sperimentate è la loro capacità di indurre la guarigione nei 2 mesi in cui queste cellule agiscono prima di spegnersi. Questa è la massima durata ottenuta fin ora durante i test, in cui questi organoidi sono stati osservati su strati di cellule neuronali umane danneggiate sul quale è stato osservato il loro effetto rigenerativo. Una nuova cura per la rigenerazione dei tessuti e delle ferite è dunque all’orizzonte, ma chissà che in futuro tali cellule non potranno essere programmate per andare ad agire internamente, magari attaccando tumori o altre malattie più difficili da combattere.

Senza ombra di dubbio ci troviamo difronte ad una grande scoperta, questo è sicuro. Una scoperta che ci sottolinea ancora una volta, come il limite tra fantasia e realtà in verità sia più sottile di quel che immaginiamo.

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