Inquinamento

Sta piano piano nascendo una super foresta creata in laboratorio: potrebbe salvarci tutti

Uno studio propone di creare una foresta in laboratorio per aiutarci a combattere l’inquinamento: l’idea potrebbe diventare risolutiva in un futuro ipotetico 


L’inquinamento ci sta rendendo vittime silenziose di un meccanismo che purtroppo sembra accelerare invece che regredire. Il buco nell’ozono cresce, le temperature salgono e i fenomeni ambientali avversi aumentano. L’umano è vittima delle sue stesse idee, ma se si impegnasse davvero, potrebbe uscire da questo gioco malato dove le multinazionali hanno un ruolo primario?

In una società cresciuta sul capitalismo imperante è difficile credere che si possa creare una vera crescita ‘green’, che invece che danneggiare, rispetti il pianeta. I danni nei decenni sono stati tanti, adesso quanto tempo ci vorrà per trovare un nuovo equilibrio? Se la Nasa e Elon Musk pensano a una vita sulla Luna, dall’altra parte bisogna salvaguardare le nuove generazioni, le persone che sono nate adesso e che potrebbero ritrovarsi senza futuro. Se 10 anni fa si gridava al catastrofismo, ad oggi ci ritroviamo di fronte a quel che si temeva da tempo, ma che non si è mai avuto tempo per ascoltare.

Le nuove ricerche degli scienziati contro l’inquinamento: una foresta creata in laboratorio per salvare la Terra

Gli scienziati puntano sulla ricerca di soluzioni contro l’inquinamento e l’eccessivo utilizzo di plastiche, sostanze derivanti dal petrolio. In uno degli ultimi studi in merito, per esempio, si è partiti dal fatto che 53 milioni di anni fa le temperature della Terra erano molto più elevate rispetto a quelle di oggi, gli oceani arrivavano a temperature due volte superiori.

Foresta creata in laboratorio contro l'inquinamento
Foresta creata in laboratorio, il progetto – biopianeta.it

Ciò che ha causato il cambiamento è stato per decenni poco chiaro. Alla fine, gli scienziati hanno trovato un potenziale indizio: uno strato di felci d’acqua dolce fossilizzate fino a 20 metri di spessore. La scoperta ha indotto gli scienziati a ipotizzare la passata esistenza di vere e proprie distese di felci Azolla acquatiche a piccole foglie. Le Azolla sono tra le piante a più rapida crescita del pianeta e gli scienziati hanno teorizzato che se queste piante avessero ricoperto l’oceano, avrebbero potuto consumare enormi quantità di carbonio, aiutando a pulire l’atmosfera dei gas serra e quindi a raffreddare il pianeta.

Cosa raccontano i biologi in merito alla nuova foresta di pioppi creata in laboratorio: può essere salvifica?

Patrick Mellor, paleobiologo sostiene: “la fotosintesi può salvare il mondo”. Queste piante riuscivano a crescere sulla superficie dell’acqua perché a quel tempo l’oceano era più chiuso (si pensi ai laghi e agli stagni), quando poi le condizioni ambientali esterne mutarono, le piante non riuscirono più a sopravvivere.

Mellor sostiene che non possiamo aspettare milioni di anni per il ritorno delle condizioni giuste e che spingere queste piante alla riproduzione, creando una foresta da laboratorio, potrebbe diventare la soluzione al nostro male.

A Living Carbon, questo il nome del progetto che a febbraio ha piantato i suoi primi pioppi in Georgia, alberi geneticamente modificati. Non si può parlare di soluzioni al momento perché è necessario capire il comportamento di questi primi esemplari, ma sembra rappresentare la strada giusta nella quale investire risorse.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all’Università di Siena in Comunicazione e all’Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.
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