Salute e benessere

L’età avanza ed hai paura di ammalarti? Ecco la vera dieta per prevenire una delle più comuni ed invalidanti patologie

Arriva la dieta ideale contro la demenza senile: un approccio del tutto rivoluzionario per la prevenzione di malattia come l’Alzheimer.


Recenti ricerche condotte negli Stati Uniti stanno suggerendo che la scelta di determinati cibi potrebbe avere un impatto positivo sulla prevenzione della demenza senile, specialmente dell’Alzheimer. Lo studio, effettuato in case di cura per anziani, propone una dieta che mescola i principi salutari della dieta mediterranea con quelli consigliati per chi soffre di ipertensione.

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Uno studio mostra quali sono i cibi che potrebbero prevenire una delle patologie più comuni (biopianeta.it)

Secondo gli esperti, una dieta basata su cereali integrali, legumi, verdure a foglia verde, noci, frutti di bosco (soprattutto mirtilli), pesce, pollo, olio d’oliva e moderato consumo di vino potrebbe non solo rallentare il declino cognitivo, ma addirittura far sembrare il cervello più giovane di sette anni e mezzo. Al contrario, evitare quasi completamente burro, dolci, formaggi grassi e cibi fritti o da fast food potrebbe drasticamente ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer nelle persone a rischio. Ma su cosa si basano queste affermazioni? Ce lo facciamo dire da un esperto in Neurologia.

Le parole del professionista

Per approfondire il legame tra alimentazione e declino cognitivo, vediamo cosa ha spiegato il professor Alberto Albanese, esperto in Neurologia presso Humanitas. Secondo il professor Albanese, la nostra comprensione di come il cibo influenzi l’Alzheimer è ancora agli inizi. Gli studi che si stanno svolgendo sono ancora in fase iniziale e non c’è certezza che specifici cibi possano causare o prevenire la malattia.

bisogna fare una dieta ricca di vitamina E e C
Le vitamine che sembrano avere effetti che contrastano queste malattie sono la vitamina E e C (biopianeta.it)

Tuttavia, sembra che sostanze antiossidanti come la vitamina E e la vitamina C potrebbero essere utili. Queste vitamine, con le loro proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie, potrebbero difendere il cervello dall’Alzheimer. Tuttavia, il professor Albanese avverte che questa teoria è ancora in fase di ipotesi, e la mancanza di prove concrete solleva dubbi sulla loro efficacia.

Una delle sfide è che gli studi non forniscono risultati consistenti. I supplementi dietetici spesso contengono solo alfa-tocoferolo, la forma più attiva della vitamina E. Ma potrebbe essere il gamma-tocoferolo, più comune nella dieta, a avere proprietà anti-infiammatorie significative. Studi recenti suggeriscono che l’uso combinato di diverse forme di tocoferolo può essere più efficace nella riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione.

In sintesi, sebbene siano in corso ricerche promettenti sulla relazione tra dieta e demenza senile, non possiamo ancora affermare con certezza cosa funzioni. La strada della ricerca è ancora molto lunga. Per capire meglio la connessione tra cibo e malattia ci vuole ancora molto studio e molta ricerca. Sicuramente però, fare scelte alimentari sane può essere benefico fin da ora. E la ricerca ci suggerisce che potrebbe essere benefico anche per il futuro. Sta a noi compiere scelte benefiche in campo alimentare sin da oggi.

 

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