Inquinamento

Inquinamento, cos’è quello “luminoso” e quali sono le conseguenze e rischi per noi e l’ambiente

Non sempre i “nemici” dell’ambiente fanno rumore. Ce ne sono anche di silenziosi. È il caso dell’inquinamento luminoso.


Quello che c’ è da sapere a proposito di una forma di inquinamento molto sottovalutata anche se è nociva per la nostra salute, oltre che per quella degli ecosistemi. L’inquinamento luminoso è provocato dalle luci artificiali durante la notte. Nella definizione di inquinamento luminoso rientra «qualunque alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno e dovuta ad immissione di luce di cui l’uomo abbia responsabilità».

In gran parte l’inquinamento luminoso proviene dagli impianti di illuminazione pubblica. Gli effetti di questa forma di inquinamento sono dannosi per gli animali migratori, come tartarughe o uccelli, che “perdono la bussola” a causa delle luci cittadine, smarrendo la rotta. Peggio ancora va alle falene, che impostano la loro rotta migratoria sulla base della luna e delle stelle più luminose, la cui visione è fortemente ostacolata dalle luci artificiali.

Ma anche le piante ne soffrono. Molte fioriscono anzitempo proprio per via dell’esposizione forzata alla luce artificiale e questo accorcia anche la vita dei fiori.

Inquinamento luminoso, perché fa male anche all’uomo

In più, non ultimi, ci sono anche i danni per la salute umana causati dall’inquinamento luminoso. Sapevate che è concausa di cancro, depressione e obesità?

Secondo alcune ricerche il prolungamento forzato delle ore di luce indotto da lampioni stradali, vetrine e ristoranti illuminati, fanali dei mezzi di trasporto e tutti i nostri dispositivi tecnologici (a cominciare dagli smartphone) sta modificando il normale ritmo circadiano degli organismi viventi, inclusi gli esseri umani, facendo sempre più assottigliare la distinzione tra giorno e notte.

Perché l'inquinamento artificiale fa male anche alla salute umana
L’inquinamento luminoso proviene perlopiù dall’illuminazione pubblica – biopianeta.it

Andando ad alterare il naturale ciclo di 24 ore con l’alternanza di luce e buio si modificano i processi basilari che fanno funzionare normalmente il nostro corpo. Come se la luminosità artificiale “convincesse” l’organismo che è sempre giorno.

Tra gli effetti più gravi si annovera la riduzione della produzione di melatonina. Cioè di quello che costituisce il principale ormone regolatore del nostro orologio biologico interno. A regolarne la secrezione da parte della ghiandola pineale presente nel nostro cervello è proprio la presenza della luce. Arrivando alla retina, lo stimolo luminoso fa infatti arrestare la secrezione di melatonina che riprende soltanto quando sopraggiunge il buio.

Il problema sta nel fatto che la melatonina possiede una grande capacità antiossidante. In questo modo è in grado di inibire l’insorgenza del cancro col proteggere il nostro DNA da potenziali danni. Una ricerca Oms sull’inquinamento luminoso, infatti, ha rilevato un’incidenza più elevata di tumore al seno nelle donne impegnate nei turni notturni. I maschi che lavorano di notte invece sarebbero più a rischio di sviluppare tumori alla prostata.

Ma non è tutto: la carenza di melatonina ostacola l’apprendimento e la memoria, abbassa la temperatura corporea, causa sonnolenza e scarsa attenzione alla guida. Ci sono anche rischi maggiori di contrarre malattie cardiovascolari, obesità, diabete e depressione.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Da sempre attento alle sorti della nostra casa comune, mi interesso a tutto ciò che riguarda l'ambiente.
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