Curiosità

Questo salmone potrebbe essere diventato un messaggio apocalittico per il pianeta

Questa tipologia di salmone potrebbe essere un chiaro segnale del surriscaldamento globale e della conseguente minaccia agli ecosistemi.


I salmoni sono una delle specie ittiche più particolari quando si parla di procreazione. Vagano per l’oceano prima di tornare ai fiumi in cui si sono riprodotti, si lanciano controcorrente per deporre le uova e poi muoiono. Ma non si tratta di un ciclo di vita così rigido. Infatti, è un sistema che ha permesso ad alcune specie di trovare nuovi habitat.

Secondo gli esperti, il fatto che questa specifica tipologia di salmone si stia riproducendo a macchia d’olio nell’Artico, è un chiaro segno dell’inevitabile cambiamento climatico che sta minacciando interi ecosistemi. Tutti i dettagli.

Questo salmone è il segnale di un evidente cambiamento climatico

Considerato che l’Artico si riscalda fino a quattro volte più velocemente rispetto al resto del pianeta, le specie sono più invogliate a migrare verso latitudini più elevate,. Questo sia perché l’Artico sta diventando più ospitale per loro, sia perché il loro habitat naturale sta lentamente scomparendo.

Salmoni invadono l'artico
Scioglimento dei ghiacciai e competizioni fra specie (Biopianeta.it)

La regione artica si sta ripopolando grazie alle specie arbustive e arboree che prendono piede nel nuovo clima. Le comunità di pescatori del posto hanno confermato di aver pescato salmoni chum qua e là negli ultimi decenni, ma ora la loro presenza è quasi raddoppiata. Il mese scorso, gli scienziati hanno confermato di aver trovato circa 100 salmoni chum nei fiumi Anaktuvuk e Itkillik.

Traccia di questa specie, in fase di riproduzione o anche sottoforma di carcassa, è stata rinvenuta anche da moltissimi scienziati e biologi del posto. Hanno concluso che questo spostamento verso i poli è un chiaro segnale di cambiamento climatico. Gli scienziati, tuttavia, non sanno ancora se la deposizione delle uova abbia effettivamente portato allo sviluppo di giovani pesci, ma solo che è avvenuta.

Invece di tornare a deporre le uova nei fiumi d’origine, secondo il team dell’Università dell’Alaska, a un certo punto i singoli salmoni chum si sono spostati verso nord. Negli anni più caldi, infatti, si registrano tassi più elevati di allontanamento. Sembra che questi fiumi artici stiano iniziando a diventare degli habitat naturali perfetti, solo negli ultimi decenni. I salmoni chum, in questo frangente, sono una sorta di colonizzatori silenziosi che, a causa della loro rapidissima riproduzione, stanno invadendo l’Artico.

Gli scienziati hanno appena iniziato a studiare le conseguenze ecologiche del loro arrivo, ma il salmone chum potrebbe interagire con le specie ittiche autoctone su cui le comunità del nord fanno da tempo affidamento. Sebbene queste nuove popolazioni siano attualmente piccole, se continueranno a crescere, potrebbero competere con i pesci autoctoni per lo spazio e le risorse.

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