Curiosità

La vespa è il simbolo dell’Italia, ma conoscete la sua storia? È piena di segreti

Vespa, un simbolo della produttività e dell’ingegno italiani, noto in tutto in mondo e che ha creato un stile ben preciso.


Quando si pensa a un simbolo del costume e della stile di vita italiani si pensa immediatamente alla cura e alla passione per la cucina o del vino con la ricchezza e varietà dei prodotti locali e regionali. Oppure si ricordano le grandi firme della moda che hanno conquistato il mondo con il loro stile ed eleganza.

In maniera molto sbrigativa, si può dire che i simboli italiani all’estero siano la pasta e la pizza, imitati per la loro, presunta, facilità di cottura. Ma in realtà, i gusti culinari degli italiani sono un po’ più elaborati e anche pasta e pizza devono essere prodotti con attenzione alla qualità delle materie prime con ricette che ne esaltino il gusto e la piacevolezza. Non è un caso che l’attenzione alla produzione e al design sono le caratteristiche di un altro simbolo italiano all’estero, rappresentano infatti la Vespa.

Una storia poco nota quella della Vespa

La Vespa, il ciclomotore prodotta dalla Piaggio, è di certo uno delle produzione ingegneristiche e meccaniche italiane più conosciute nel mondo, Ma non rappresenta soltanto un successo motoristico, è un simbolo culturale e di gusto, un marchio della praticità e dell’ingegno italiani uniti allo stile e all’inventiva.

vespa, il ciclomotore di generazioniVespa, ciclomotore di generazioni di italiani
La Vespa, simbolo dell’industria italiana – biopianeta.it

La ditta fu fondata alla fine dell’Ottocento dal genovese Rinaldo Piaggio e si occupava di arredamento di navi di lusso. Le sua attività si ampliarono nel tempo con la costruzione di convogli ferroviari e poi allo scoppio della Prima Guerra Mondiale di aeroplani. Fu in quel periodo che la produzione industriale Piaggio si spostò a Pisa e a Pontedera.

La svolta decisiva verso l’attuale produzione si ebbe all’inizio degli anni Trenta quando l’ingegnere Corradino D’Ascanio, già progettista dell’elica a passo variabile prototipo nel moderno elicottero, iniziò a lavorare per la Piaggio. Fu sua la paternità della Vespa, dell’Ape e della Vespa a quattro ruote. D’Ascanio occupa una posizione centrale nella storia dell’azienda.

Fu verso la fine del secondo conflitto mondiale che la produzione Piaggio iniziò a cambiare. Il progetto era produrre mezzi a due ruote economici e pratici. Nacque così l’MP5, ciclomotore noto come “Paperino”. Ma fu D’Ascanio a progettare la Vespa, con un colpo di genio: il nuovo mezzo avrebbe dovuto essere adatto anche alle donne. Da qui l’idea della pedana centrale dove poggiare i piedi e l’ampio spazio per le gambe, utilizzabile anche con le gonne dell’epoca.

Il modello MP6 fu un successo, fabbricato a partire dal 1946, divenne immediatamente il simbolo del progresso economico ed dell’emancipazione sociale, in un Paese che doveva ricostruirsi dopo le distruzioni della guerra. Nel giro di poco divenne un simbolo della ripresa italiana anche all’estero, il film Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck, la mostrò al mondo.

Da qui lo sviluppo fino ai giorni nostri con decine di nuovi modelli e l’introduzione di continue innovazioni motoristiche e tecnologiche, sempre all’insegna della cura della produzione, della praticità del mezzo e dell’originalità dei particolari.

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