Salute e benessere

Allarme per le patatine del McDonald’s, scoperta preoccupante per tutti

Negli ultimi giorni è giunta una notizia allarmante: le famose patatine del McDonald’s preoccupano enormemente gli esperti del settore.


Solitamente, le consuete patatine del McDonald’s sono delle comuni patate fritte, le quali hanno una lunga storia alle spalle. In realtà, secondo gli storici l’origine delle deliziose patatine fritte è ancora incerta: alcuni affermano che siano nate in Belgio nel ‘700, mentre altri ritengono che provengano dalla settecentesca Francia.

Per la precisione, i belgi possiedono un manoscritto del 1781, nel quale c’è scritto che in quel periodo si amava friggere alcuni piccoli pesci, ma nella stagione invernale si sostituiva il pesce con le patate, poiché il freddo non permetteva la pesca. Ovviamente anche le patate veniva fritte e tagliate seguendo le dimensioni dei piccoli pesci. I francesi, invece, affermano che le patate fritte siano nate a Parigi nel 1789, durante la rivoluzione francese.

Allarme per le patatine del McDonald’s

Naturalmente, il centro più famoso al mondo per le patatine fritte è McDonald’s. Quest’ultimo è formato da una catena lunghissima di ristoranti sparsi in tutto il mondo: fino al 2018 era considerata la catena numero uno sulla Terra per il numero di punti vendita. Inoltre, la McDonald’s Corporation possiede circa 200.000 dipendenti in giro per il mondo e ha un fatturato di quasi 20 miliardi di dollari all’anno. Tuttavia, il grande impero mosse i suoi primi passi nel lontano 1937, quando i fratelli Dick e Mac McDonald aprirono un chiosco di hot dog ad Arcadia, in California. Ad ogni modo, la svolta arrivò nel 1955 grazie al visionario rappresentante di frullatori Ray Kroc, il quale fondò la McDonald’s Systems, Inc.

allarme per le patatine fritte
Patatine fritte del McDonald’s – biopianeta.it

Per quanto riguarda le famose patatine vendute nei punti vendita McDonald’s, sembra che contengano acrilammide, una sostanza che sta facendo preoccupare molte persone. Per la precisione, l’acrilammide si forma durante il processo di lavorazione ad oltre 120°C, quindi è abbastanza conosciuta e anche temuta. Tuttavia, è nota anche la sua azione cancerogena sugli esseri umani, soprattutto quando si mangiano prodotti a base di amidi, come ad esempio il pane, i biscotti, il caffè, alcune fritture ecc. Pertanto, l’Europa ha chiesto alle aziende di diminuire il quantitativo di questa pericolosa sostanza nei loro prodotti, senza però mettere delle regole ben precise sui limiti.

Ma quali sono gli effetti sull’uomo? Una ricerca condotta in Svizzera ha misurato la sostanza tossica in 18 porzioni di patatine fritte, acquistate da alcuni famosi fast food e ristoranti. Il risultato ottenuto ha dimostrato che su 18 porzioni, ben 13 avevano meno di 200 microgrammi di acrilammide per ogni chilo. Di solito il valore raccomandato dall’Europa è di 500 microgrammi. Ciò significa che molte aziende stanno rispettando i consigli sulla riduzione della dose. Tuttavia, non tutti riescono a seguire i consigli dell’Europa, infatti le patatine fritte del McDonald’s di Interlaken possiedono addirittura 446 microgrammi di acrilammide, quindi molto vicini al limite dei 500.

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