Salute e benessere

Allarme bisfenolo: a rischio milioni di persone, ecco gli oggetti più contaminati

Conosci una sostanza che si chiama bisfenolo? Sta mettendo in pericolo molte persone perché è tossico e contamina gli oggetti


L’Agenzia Europea per l’Ambiente da molto tempo si occupa di studiare questa sostanza chimica, il bisfenolo A che è presente in molti oggetti di uso quotidiano. A tal proposito già erano stati presi provvedimenti, a livello europeo, per eliminarla da determinati materiali. Recentemente però, dopo altri studi, è stato lanciato un nuovo allarme, sostenendo che la presenza di questa sostanza mette a rischio milioni di persone. L’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche conferma che il bisfenolo A sia tossico per gli esseri umani.

Questa sostanza, il cui nome per noi è qualcosa di alieno ma in realtà ne veniamo a contatto quotidianamente, sembra interferisca con il corretto funzionamento del sistema endocrino negli esseri umani e negli animali, inoltre è stato recentemente accertato che può danneggiare il sistema immunitario. La soglia di accettabilità all’esposizione è stata notevolmente abbassata, dopo il nuovo allarme dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, 20.000 volte inferiore a quella precedente visti i nuovi studi che accertano la pericolosità per il sistema immunitario.

Bisfenolo A, quali oggetti ce l’hanno e come possiamo evitare

Questa molecola, il bisfenolo A (BPA), è usata come additivo nella produzione di vari materiali, principalmente plastiche, ma anche resine per rivestimenti dei metalli. Tutti abbiamo quindi in casa più di un oggetto che lo contiene. Anche alcune tubature contengono tale sostanza e quindi rischiano di contaminare l’acqua che talvolta viene bevuta.

Ecco gli oggetti quotidiani che contengono bisfenolo A
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In tutti i contenitori di plastica che usiamo in cucina per conservare gli alimenti, sono presenti queste molecole a meno che non vi sia la scritta, come succede già nelle borracce, “free BPA”. Anche per le lattine la situazione è la stessa: la resina che riveste il metallo interno contiene bisfenolo, così come certe pentole smaltate.

Il primo allarme già molti anni fa per questo additivo, era partito per il fatto che molti degli oggetti per i bambini piccoli contenevano BPA, nel 2011 era stato vietato nella produzione di biberon. Per i bambini il continuo contatto con la bocca poteva essere ancora più pericoloso. Anche per noi adulti la possibilità che particelle del bisfenolo passino negli alimenti che conserviamo in contenitori, nelle bibite che consumiamo dalle lattine o nel tonno che mangiamo è certezza e sul lungo periodo potremmo avere dei danni.

Il buonsenso ci dice che, mentre i ricercatori studiano altre sostanze sostitutive al BPA, possiamo prendere delle precauzioni per essere il meno possibile a contatto. Innanzitutto, usare molto il vetro per conservare i cibi, in quanto è un materiale riciclabile e inoffensivo. Questo vale anche per gli alimenti in scatola come il tonno o i legumi: prediligiamo le confezioni in vetro e soprattutto non usiamo nel microonde contenitori in plastica che, con il calore, contaminano molto più velocemente i cibi e non teniamo le bottiglie di plastica dell’acqua al sole perché anche quel materiale con il calore libera bisfenolo A.

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