Ambiente

“Abbiamo rischiato estinzione” La verità che nessuno poteva immaginare

La specie umana ha rischiato di sparire per sempre dalla faccia della terra? Rivelata una verità inimmaginabile.


Accadde in un lasso di tempo compreso tra 900 e 800 mila anni fa. Fu allora che la specie umana sarebbe arrivata sulla soglia dell’estinzione. In quel periodo infatti la popolazione mondiale andò incontro a una riduzione assai drastica. La causa? Molto probabilmente lo spauracchio di oggi, ovvero i cambiamenti climatici che ci portarono davvero a un passo dallo scomparire per sempre dal pianeta.

Per più di 100 mila anni a rendere possibile la preservazione della specie umana sarebbe stato un numero davvero esiguo di individui: poco meno, pensate, di 1.300 individui in età riproduttiva. Quanto un piccolo comune di oggi: un esile filo al quale per lunghissimo tempo fu sospesa la sorte degli uomini. A scoprire il rischio corso dalla nostra specie è stato uno studio internazionale apparso sulla rivista Science e che ha visto coinvolte anche l’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Firenze.

Il “collo di bottiglia” che ci portò sull’orlo della catastrofe

Durante tutto l’arco della sua lunghissima storia la popolazione umana ha assistito a diverse oscillazioni sul piano numerico. I ricercatori sono riusciti a mettere a punto una metodologia capace di ripercorrere a ritroso lo sviluppo della variabilità genetica umana.

quando la specie umana sfiorò l'estinzione
Anche i nostri antenati dovettero fare i conti coi cambiamenti climatici come le glaciazioni (Biopianeta.it)

È grazie a questo nuovo strumento che sono stati in grado di scoprire che, a cominciare da 930 mila anni fa, si verificò un evento noto come “bottleneck”, ovvero “collo di bottiglia”. In altre parole si tratta di uno di quei momenti in cui una popolazione cala drasticamente per poi aumentare di nuovo, con importanti conseguenze sulla diversità genetica.

A causarlo fu un periodo di forte raffreddamento climatico, una glaciazione che portò alla formazione dei ghiacciai e anche, con ogni probabilità, a una siccità prolungata sul pianeta. Inoltre andarono perdute diverse specie indispensabili come cibo per gli esseri umani. Una combinazione di fattori che portò alla scomparsa di circa il 98,7% dei nostri antenati, minacciati così di estinzione.

Insomma, la popolazione umana se la vide parecchio brutta riducendosi a circa 1.280 individui in età riproduttiva. Perché la specie umana ricominciasse a crescere ci volle la bellezza di circa 117 mila anni.

“La nuova scoperta apre un nuovo campo nell’evoluzione umana perché evoca molte domande, come i luoghi in cui vivevano questi individui, come hanno superato i catastrofici cambiamenti climatici e se la selezione naturale durante il collo di bottiglia abbia accelerato l’evoluzione del cervello umano”, spiega Yi-Hsuan Pan, coordinatore dello studio pubblicato su Science.

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Da sempre attento alle sorti della nostra casa comune, mi interesso a tutto ciò che riguarda l'ambiente.
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