Salute e benessere

Battere il Parkinson sul tempo adesso si può: grandiosa scoperta grazie all’analisi 3D

Una clamorosa scoperta potrebbe permettere di sconfiggere sul tempo il sopraggiungere del Parkinson: i dettagli

Le malattie neurodegenerative portano grande sofferenza in chi ne soffre, ma anche in chi si prende cura dei malati che non possono far altro che assistere gradualmente il declino della persona in questione. Tra le malattie più subdole c’è il morbo di Parkinson. Ma ora, l’analisi 3D ci dà qualche speranza in più per batterlo sul tempo.

Il Parkinson è un disturbo del movimento e nasce quando le nostre cellule nervose non producono dopamina nel cervello. La causa che porta all’insorgenza del Parkinson è fin qui sconosciuta. All’esordio della malattia i sintomi più evidenti sono legati al movimento, ed includono tremori a riposo, rigidità, lentezza nei movimenti (bradicinesia) ed instabilità nell’equilibrio. Questi sintomi rendono difficili anche attività banali come lavarsi i denti, prendere in mano una semplice tazza o lavorare al computer. Alcune delle conseguenze sono ansia e depressione, quindi colpisce anche la psiche sostanzialmente.

Battere il Parkinson sul tempo sarà possibile grazie all’analisi 3D: i passi in avanti della tecnologia medica

Come dicevamo, di solito cogliamo i sintomi tardi, ma recentemente c’è stato un progresso con il 3D, che potrebbe aiutare a captare questa malattia più rapidamente. La malattia è associata ad anziani e tremori durante lo svolgimento di azioni, ma il 10% delle persone colpite ha meno di 50 anni. Andiamo a vedere, allora, come la scienza sta provando a giocare d’anticipo su questa terribile malattia.

Analisi 3D sconfiggere Parkinson
Un nuovo strumento per prevedere il Parkinson foto: Ansa – (biopianeta.it)

Il nuovo strumento 3D con cui sarà possibile anticipare i sintomi e anticipare il ritardo di due anni e mezzo della malattia consiste nella scansione degli occhi in tre dimensioni. Secondo i risultati di un’indagine della rivista Nuroology, si potrebbe addirittura arrivare a prevedere la mattina con ben sette anni di anticipo.

Un’enormità che potrebbe dare il tempo di sviluppare metodi per contrastarla. Il tipo di scanner si chiama tomografia a coerenza ottica e si basa sull’invio di onde luminose per ottenere l’analisi della retina, che è quella collegata al nostro cervello.

Oltre al Parkinson, aiuterebbe anche nelle malattie già citate come l’Alzheimer, la schizofrenia o la sclerosi multipla. L’analisi delle scansioni oculari potrebbe osservare i cambiamenti che subiscono i nostri occhi, motivo per cui, come i cambiamenti del sangue, il colore degli occhi, che può diventare più giallastro. Inoltre, la principale differenza tra le persone che ne soffrono e quelle che non ne soffrono, si trova nello spessore dello strato cellulare interno che ha la retina dei nostri occhi.

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