Zum Inhalt springen
Bio Pianeta

Bio Pianeta

– Ecologia, pianeta sostenibile

  • Ambiente
    • Inquinamento
    • Vivere green
  • Sustainability Life
    • Moda Sostenibile
    • Tecnologia
  • Curiosità
  • Salute e benessere
  • Start
  • 2023
  • Giugno
  • Se non lavi i panni salvi il pianeta, è la regola del ‘Nowash’: la tecnica sta facendo discutere il web intero
  • Sustainability Life

Se non lavi i panni salvi il pianeta, è la regola del ‘Nowash’: la tecnica sta facendo discutere il web intero

Federica De Febis 8 Giugno 2023
no wash

Ridurre il numero di lavatrici per salvare il pianeta: il movimento No Wash - biopianeta.it

La regola del Nowash, che prevede di non lavare i panni, sta facendo discutere molto il web: andiamo a vedere la questione nel dettaglio

In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, sta prendendo piede un nuovo movimento green chiamato “Nowash”, che propone un approccio non convenzionale all’igiene personale e alla cura dei vestiti. Questa filosofia eco-friendly si sta diffondendo rapidamente tra la gente comune, i personaggi famosi e persino le grandi icone della moda. Ma cosa si nasconde dietro questo fenomeno? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul “Nowash”, un movimento che ha scatenato discussioni fervide e contraddittorie in tutto il web.

Il termine No Wash si riferisce a coloro che scelgono di ridurre significativamente la frequenza con cui lavano i loro capi d’abbigliamento. Secondo i sostenitori di questo stile di vita, il lavaggio frequente non solo non è necessario per mantenere una buona igiene, ma può anche avere un impatto ambientale negativo. Le lavatrici consumano molta acqua e l’uso di detersivi chimici può contribuire all’inquinamento dell’acqua. Inoltre, i capi di abbigliamento sintetici possono rilasciare microplastiche nell’ambiente durante il lavaggio.

L’ascesa del movimento “No Wash”, anche tra le celebrità

Personaggi famosi come la stilista britannica Stella McCartney, e con lei Charlize Theron e Leonardo Di Caprio, si sono schierati a favore del movimento, sottolineando i benefici ambientali del “No Wash”. McCartney, da anni attiva nella difesa dell’ambiente, ha dichiarato: “Non mi cambio il reggiseno ogni giorno e non butto qualcosa nella lavatrice solo perché l’ho indossata. Sono una persona molto igienica ma non sono una fan della lavanderia, dell’asciugatrice o di ogni pulizia in generale”. Questa affermazione ha alimentato la discussione, facendo riflettere sulla necessità di un approccio più sostenibile alla cura dei nostri vestiti.

no wash appendere abiti
Chelsea Harry appende i suoi abiti dopo averli indossati – biopianeta.it

Il movimento “No Wash” non è solo una teoria, ma una pratica concreta. Chelsea Harry, una convinta sostenitrice del “No Wash”, ha raccontato alla Bbc Culture di aver cambiato il suo approccio verso il bucato dopo aver incontrato suo marito, che raramente lavava i suoi vestiti. Durante la pandemia, la passione per l’escursionismo le ha aperto un mondo. «Ovviamente, in tenda, non puoi fare la doccia ogni sera o rinfrescare i tuoi vestiti», spiega. E così ha iniziato ad adottare questa strategia anche in casa, appendendo i capi che indossa, scelti in modo che il materiale non raccolga troppo odore, e li spruzza con aceto o vodka solo sulle ascelle.

I sostenitori del “No Wash” sostengono che alcuni materiali sono meglio di altri per ridurre la necessità di lavaggi frequenti. la lana, ad esempio, è molto apprezzata per le sue proprietà naturali che resistono agli odori. Il marchio Wool& sostiene che i loro prodotti in lana merino possono essere indossati per 100 giorni senza lavaggio. Jeans, soprattutto quelli di cotone, possono resistere per lunghi periodi senza lavaggio. Alcuni partecipanti al contest “Indigo Invitational”, per esempio, sostengono di non aver lavato i loro jeans per un anno intero.

La questione igienica e la critica medica

Non tutti vedono il movimento “No Wash” con occhi positivi. Alcuni esperti di igiene, come Carlo Signorelli, professore di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, criticano duramente la pratica: secondo lui è “pessima” perché “virus e batteri si depositano sui capi“, quindi la pulizia frequente è fondamentale per garantire un ambiente sano.

jeans no wash
I jeans Levi’s erano stati pensati per non essere mai lavati – biopianeta.it

Eppure l’esperimento di uno studente dell’Università di Alberta in Canada, che per ben 15 mesi ha indossato ogni giorno lo stesso jeans, dimostra il contrario. Dopo averlo fatto esaminare in laboratorio ha scoperto che la carica batterica era identica a quella registrata dopo soli 13 utilizzi.

Pare dunque che l’infestazione di germi e batteri sui capi dopo uno o pochi utilizzi non siano una condanna, e in ogni caso non del tutto lesiva della nostra salute. Molto dipende dal livello di igiene personale, dalle attività compiute e dalla qualità del tessuto indossato. Sicuramente la fattibilità di un’abitudine come questa dipende anche dalla bontà del nostro sistema immunitario e i sistemi di regolazione degli odori. Certo è che in una società altamente germofobica e con la fissa della sterilizzazione, rinunciare a qualche lavaggio appare davvero come una pratica rivoluzionaria.

Beitragsnavigation

Zurück Il vostro migliore amico per l’estate è questo ortaggio: dalla super abbronzatura alla pelle liscia
Weiter Asse da stiro da rottamare? La ricicliamo così, farai un figurone con i tuoi amici

Verwandte Geschichten

UE e sovranità alimentare: cosa cambia per l’orto e la tavola italiana nel 2026 UE e sovranità alimentare: cosa cambia per l'orto e la tavola italiana nel 2026
  • Sustainability Life

UE e sovranità alimentare: cosa cambia per l’orto e la tavola italiana nel 2026

8 Settembre 2026
Ricotta di fava: la ricetta tradizionale che non conosci (e come farla in casa) Ricotta di fava: la ricetta tradizionale che non conosci (e come farla in casa)
  • Sustainability Life

Ricotta di fava: la ricetta tradizionale che non conosci (e come farla in casa)

4 Settembre 2026
Fava cottora: cos’è, come cucinarla e perché è un piatto sostenibile Fava cottora: cos'è, come cucinarla e perché è un piatto sostenibile
  • Sustainability Life

Fava cottora: cos’è, come cucinarla e perché è un piatto sostenibile

29 Agosto 2026

Ultimi articoli

  • Argan, olio di oliva, semi di lino: quale olio scegliere per la cucina green
  • Ricette con bevande fermentate: kombucha, kefir e acqua di riso nel quotidiano
  • Ricette vegane veloci con ingredienti che hai già a casa
  • UE e sovranità alimentare: cosa cambia per l’orto e la tavola italiana nel 2026
  • Ricette vegane con ingredienti di stagione: settembre 2026
Copyright © 2025 Biopianeta.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 | DarkNews von AF themes.