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IL DIFFICILE RAPPORTO TRA OLIO DI COCCO E AMBIENTE: ECCO COSA SUCCEDE

Guglielmo Allochis 9 Settembre 2020

Pochi mesi fa, abbiamo assistito ad una delle crociate più forti e decise che si siano mai viste nel mondo della comunicazione. L’olio di palma, nel giro di pochi giorni, è diventato uno spauracchio senza alcun precedente. Se alcune analisi avevano mostrato evidenze discutibili, il mondo dei media ha cavalcato questo tipo di notizia in maniera assurda.

Negare la presenza di olio di palma all’interno del prodotto pubblicizzato era diventato pressoché obbligatorio per competere sul mercato. Un’alternativa valida a quest’ultimo fu riscontrata nell’olio di cocco, prodotto fino a quel momento di nicchia. Ma alcune analisi hanno dimostrato che anche in questo caso non tutto è come sembra…

Tutto poco chiaro

Non c’è dubbio che, in qualche maniera, gli interessi economici facciano da sfondo a questa discussione. Sta diventando in tutto e per tutto una sorta di guerra di convenienza, facendo pubblicità negativa al diretto concorrente.

Secondo una ricerca apparsa su Current Biology infatti, l’olio di cocco avrebbe un impatto decisamente maggiore sull’ambiente rispetto al suo cugino più famoso. Non c’è dubbio che, in un contesto del genere, basta incrociare due variabili statistiche nella maniera corretta ed ecco servita la notizia. Ed infatti è proprio così: secondo i dati raccolti, l’incidenza della produzione di cocco sulle specie endemiche è molto più alta.

Parliamo di 20 specie messe a rischio per ogni milione di tonnellate di olio prodotto. Per quanto riguarda l’olio di palma, questo numero si ferma a 3,8. C’è da osservare però come il cocco sia spesso circondato da altre tipologie di piante, mentre le palme sorgono prettamente in situazioni di monocoltura.

Insomma, difficile capire chi abbia ragione: è fuori discussione però che comunque ci muoviamo, rischiamo di sbagliare.

Tags: Alimenti Ambientalismo Animali

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