Come ci capita spesso di ripetere, quando si è sotto i riflettori provenienti da ogni parte del mondo, c’è bisogno di assumere dei comportamenti che siano consoni a questo tipo di palcoscenico. Mark Zuckerberg, con la sua prima creatura telematica, ovvero Facebook, ha di fatto cambiato drasticamente le nostre vite.

La sua azienda oggi fattura più di 70 miliardi di dollari. Niente male per un tentativo di mettere in contatto, dietro allo schermo di un computer, qualche studente universitario. In un mondo che però rischia il tracollo ambientale, c’è bisogno che società del genere diano qualcosa di più di un buon esempio. Ecco perché negli ultimi giorni i vertici di Facebook hanno annunciato un impegno considerevole rispetto alla questione…

In prima linea

Con la creazione del Climate Science Information Center, un hub di informazioni sull’ambiente, Zuckerberg da il suo segnale per combattere fake news e ogni tipo di notizie non verificate. In questa maniera, data l’espansione del social network più famoso del mondo, si cercherà di indirizzare gli utenti verso alcune notizie ufficiali e verificate.

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Ma non è tutto:

“Per centrare gli obiettivi di riduzione dell’aumento della temperatura non oltre 1,5 gradi previsto dagli Accordi di Parigi, le emissioni globali avrebbero bisogno di azzerarsi entro il 2050. Per aiutare a raggiungere questo obiettivo le operazioni globali di Facebook scenderanno a zero nel 2020 e nella nostra intera catena di valore entro il 2030”.

Vista la sua posizione di rilievo dunque, Mark ha preteso che la sua azienda possa fungere da esempio nel campo dell’imprenditoria rivolta all’ambiente. Ridurre gas serra e CO2 non è più qualcosa che possiamo rimandare: occorre agire al più presto.