Il mare è uno dei beni più preziosi che esistano su questo Pianeta. Basta guardare la percentuale di copertura del globo terrestre per capire che l’universo nascosto nei fondali è molto più espanso di quanto potremmo pensare da non addetti ai lavori. Le terre emerse infatti corrispondono esclusivamente ad un 29% del suolo.

Conosciamo gli abitanti del mare e degli oceani soprattutto grazie alla passione che contraddistingue il popolo italiano per il buon cibo. Il Mar Mediterraneo infatti, nonostante appaia bistrattato e non venga considerato tra le eccellenze del Pianeta, conserva una biodiversità molto importante. L’uomo, come sempre, tende a pensare prima al proprio interesse: ecco perché i cambiamenti climatici, silenziosamente, stanno per farci uno scherzo inaspettato.

Davvero inaspettato

Ciò di cui vogliamo parlarvi oggi non è però da contestualizzare esclusivamente nel cosiddetto mare nostrum. Tornando per un momento alla passione che l’uomo ha per il buon cibo, quando si parla di mare, non possiamo non parlare delle cozze. Queste, se le cose rimarranno come sono oggi, rischiano di diminuire in maniera considerevole fino ad una drammatica ed inaspettata scomparsa.

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Secondo una ricerca apparsa su Environmental Science & Technology infatti, il continuo aumento dell’acidità delle acque oceaniche comporterà una riduzione dei livelli di ferro. Questa sostanza risulta fondamentale rispetto alle dinamiche di aderenza dei molluschi.

Quanto osservato fornisce una dimostrazione di come l’alterazione di metalli biodisponibili possa influenzare sia il modo in cui gli animali producono materiali che cambiamenti delle performance meccaniche.

Probabilmente chiedere alla nostra specie di essere lungimirante anche in questa chiave sarebbe troppo. Certo è che inevitabilmente la popolazione di cozze diminuirà a causa di questo singolare riscontro.