Curiosità

GLI INCENDI MODIFICANO IL CINGUETTIO DEGLI UCCELLI: LA RICERCA

Alcune volte in natura esistono delle cose che non ci saremmo mai aspettati fossero legate, eppure è così. Se pensiamo ai danni che può provocare l’altissimo numero di incendi che si verifica durante l’estate, le conseguenze che ci vengono in mente potrebbero essere diverse. Difficilmente però potreste immaginare ciò che stiamo per raccontarvi.

Esiste infatti un filo rosso che lega flora e fauna, come se in qualche maniera l’equilibrio di cui vi parliamo spesso fosse unico ed esclusivo. Scoprire che gli incendi, fin dall’antichità, hanno inciso sul cinguettio degli uccelli, modificandolo drasticamente, ci ha lasciati di sasso. Ma analizziamo nel dettaglio questa notizia alquanto strana

I dialetti degli uccelli

È sempre bello alzarsi la mattina ed essere trasportati dal canto degli uccelli: momento magico e riflessivo, necessario ad ognuno di noi per vivere serenamente. Tuttavia, non tutti sanno che nessun cinguettio è uguale ad un altro. Le diverse specie di uccelli infatti parlano “lingue” completamente differenti tra di loro: molte di esse hanno inclinazioni definibili “dialettali“.

Una ricerca condotta da alcuni ornitologi del Wildlife Investigations Laboratory del California Department of Fish and Wildlife di Rancho Cordova ha analizzato il canto dei Setophaga occidentalis, uccelli molto diffusi sulla costa ovest degli USA. I risultati, pubblicati su The Auk: Ornithological Advances sono stati sorprendenti. I dati riportati infatti hanno riscontrato la presenza di ben 35 dialetti regionali.

Lo studio ha portato alla luce quanto i cambiamenti ambientali possano incidere sulla dispersione di alcune specie di uccelli. Non a caso infatti queste due variabili sembrano essere legate: dove gli incendi hanno distrutto l’ambiente nativo, questi si sono spostati e così diffuso il loro canto.

“La nostra indagine suggerisce che i dialetti canori sorgano in sotto popolazioni specializzate per vivere in differenti tipi di ambiente boschivo”

Parola di Brett Furnas, firmatario di questa ricerca molto interessante.

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