Esistono alcuni eventi naturali che ci dividono in due grandi gruppi: c’è chi è impaurito da questi e chi invece finisce per esserne completamente affascinato. Tra questi certamente annoveriamo i temporali: spesso accompagnati da piogge torrenziali, questi costituiscono uno dei momenti più interessanti per osservare ciò che succede sopra alle nostre teste.

I fulmini e i tuoni sono dei fenomeni molto particolari, che scaturiscono luci e rumori talvolta inaspettati durante una giornata di pioggia. Durante la stagione estiva poi i temporali sembrano essere ancora più minacciosi del solito. Un tuono durante la notte infatti può farci sobbalzare, spaventandoci considerevolmente. Altrettanto, un fulmine che casca nelle vicinanze della nostra abitazione, oltre che per il frastuono conseguente, emana una luce fortissima.

Sud America, è record!

Da sempre comunque siamo abituati a convivere con questo tipo di fenomeni. Con il tempo e le tecnologie che sono migliorate, l’uomo è riuscito a rendere innocue il più delle volte le conseguenze provocate dalla caduta di un fulmine sulla terraferma.

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Negli ultimi giorni sono stati ufficializzati due eventi storici: il primo di questi è avvenuto tra il Brasile e l’Argentina il 31 ottobre 2018. Parliamo del fulmine più lungo che sia mai stato osservato. La sua lunghezza approssimata fu di circa 709 km, distanza molto simile a quella che intercorre tra Milano e Napoli.

Il secondo evento clamoroso invece è accaduto il 4 marzo 2019 in Argentina. Si trattò del fulmine più longevo di sempre, per un totale di 16.7 secondi di durata. Aver osservato questi fenomeni dal vivo deve essere stato tanto ansiogeno quanto affascinante. La Terra non finisce mai di sorprenderci!