Sarà che la nostra sensibilità è aumentata negli ultimi tempi, ma il 2020 ha tutta l’aria di essere un anno molto particolare. Il nostro Pianeta e tutti i suoi cittadini, in diverse zone del mondo, hanno visto accadere un quantitativo particolarmente alto di eventi ambientali insoliti durante questi mesi, tra cui naturalmente la pandemia di Coronavirus.

In molti hanno interpretato come un segno che Madre Natura ci sta inviando, volto alla necessità di un maggior rispetto per tutto ciò che ci circonda. Non sappiamo quale sia effettivamente la realtà, ma purtroppo in molti casi l’uomo è colpevole. Prendiamo ad esempio gli incendi australiani: per più di 8 mesi le fiamme, probabilmente causate per dolo umano, hanno devastato un intero continente.

Qualcosa di memorabile

Come dicevamo, il periodo che stiamo vivendo sembra voler apparire a tutti i costi sui libri di storia delle generazioni future. Già dalla fine del 2019 ad esempio la città di Venezia aveva visto l’acqua dei canali salire in maniera anormale, mettendo in grandissima difficoltà la totalità dei cittadini. L’ “acqua alta” del 12 novembre, con 187 cm di altezza, è stata seconda esclusivamente a quella di 194 cm del novembre 1966.

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Ciò che sta avvenendo in questi giorni però, è in qualche maniera ancora più storico. La marea solitamente mette in difficoltà la città veneta nel periodo immediatamente precedente all’inizio dell’inverno. Durante la scorsa settimana, a causa di una forte perturbazione che si è abbattuta su tutta la zona, si è verificata una “alta marea” fuori stagione, che è arrivata a raggiungere i 116 cm. Si tratta di un evento certamente raro, anche se non unico nel suo genere.

Nel giugno 2016 infatti si raggiunsero i 117 cm , mentre sempre nel giugno ma del 2002 la quota arrivò a toccare i 121 cm.