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SQUALO, SPECIE A RISCHIO NEL MAR MEDITERRANEO: PAROLA AL WWF

La società moderna è quella in cui si permette all’uomo di abusare delle risorse che il nostro pianeta ci dona fino ad arrivare ad un punto critico. Solo quando questo è stato raggiunto, ci si pone il problema utilizzando la retorica del “si sarebbe potuto intervenire“.

Purtroppo questi non sono esclusivamente modi di dire, ma è la triste realtà che ci contraddistingue. Attività come deforestazione e pesca ad esempio, guardano esclusivamente al profitto economico, disinteressandosi in maniera netta alla conservazione del patrimonio della biodiversità. Conosciamo moltissime specie che corrono il rischio di estinguersi: queste sono in netto aumento, nonostante la mobilitazione ambientalista ed animalista faccia segnare cifre senza alcun precedente.

Un mare di disinteresse

Per fare un esempio di attualità, alcune tipologie di squalo sono ufficialmente considerate “a rischio” nel panorama del Mar Mediterraneo. Il WWF ha segnalato pochi giorni fa questo allarme, utilizzando parole abbastanza forti.

“Secondo la Guardia costiera italiana lo squalo venduto come pesce spada è una delle tre frodi di pesca più comuni nel nostro Paese. Gli squali, in quanto predatori posti al vertice della piramide alimentare svolgono un ruolo ecologico fondamentale: la loro cattura, anche accidentale, minaccia quindi l’intero ecosistema marino. Nel Mediterraneo, lo squalo mako, insieme ad altre 23 specie di elasmobranchi, è a rischio di estinzione secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura. La sua commercializzazione inoltre è soggetta a limitazioni secondo la Convenzione internazionale Cites

E pensare che in questo momento storico, vista la pace che ha scaturito il lockdown anche nelle acque marine, i pesci si sono avvicinati alle coste. È stata creata una scheda che elenca le specie di squali e razze più comunemente catturate nel Mediterraneo. La speranza è che possa fungere da vademecum per gli addetti al settore. Difficilmente impareremo qualcosa, ma c’è bisogno assoluto di provvedere in qualche maniera nei confronti di questa tragedia. Prima che sia realmente troppo tardi.