Siamo abituati a pensare alle stagioni come qualcosa di piuttosto statico e legato necessariamente al calendario. Partiamo innanzitutto dal concetto che va chiarito per primo: la divisione del tempo. Questa è un qualcosa che ha una matrice antropica, e dunque non può essere considerato alla base dei processi naturali.

In secondo luogo, anche se le stagioni avessero realmente una corrispondenza con un giorno preciso, per “colpa” dei cambiamenti climatici che si sono generati a causa dei nostri abusi, oggi queste formano un concetto abbastanza labile. La realtà è che queste corrispondono a determinate posizioni assunte dalla Terra nel suo moto di rivoluzione attorno alla “nostra” stella, il sole.

Ecco perché

Nel caso del 2020 appunto, il solstizio d’estate è previsto per oggi, 20 giugno, alle 23:43 italiane. La particolarità che si verifica durante questo evento è legata prettamente alla luce. Parliamo infatti della giornata, intesa come 24 ore, in cui assistiamo al massimo quantitativo delle ore di sole rispetto a quelle di buio.

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Durante la “giornata” di oggi, il sole ha raggiunto il punto più alto nella sua traiettoria giornaliera rispetto all’orizzonte: il nome scientifico di questo fenomeno è “zenit“.

Tempo fa vi avevamo parlato del fenomeno della precessione degli equinozi, a causa del quale ogni quattro anni siamo costretti ad aggiungere un giorno al nostro calendario, ovvero il 29 febbraio. Il moto di rotazione sul proprio asse della Terra non dura esattamente 24 ore, ma 23 h 56 min 4 s. Questo ci costringe a recuperare del tempo in maniera forfettaria, altrimenti perderemmo ogni appiglio con la suddivisione da noi concepita.