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FOSSA DELLE MARIANNE: INQUINAMENTO ANCHE NEL PUNTO PIÙ PROFONDO DELLA TERRA

Guglielmo Allochis 24 Giugno 2020

La questione inquinamento sta peggiorando ogni giorno di più. Se momentaneamente, durante questi mesi, abbiamo dovuto mettere il discorso in secondo piano, oggi è importante far chiarezza su ciò che sta accadendo. Non possiamo far finta che questo problema non esista, rischiamo di pagare un prezzo ancora più caro di quello che stiamo avendo modo di osservare.

Le acque degli oceani, a distanze siderali dalle coste, presentano chiare testimonianze di quello che è stato e continua tutt’ora ad essere il disinteresse della nostra specie nei confronti del Pianeta che ci ospita. Fossimo esclusivamente noi a pagare pegno ci sarebbe poco da contestare, ma purtroppo così non è.

In fondo al mar

Come detto infatti, nonostante la lontananza, i rifiuti di scarti provenienti dall’attività scellerata dell’uomo sono osservabili anche nel mezzo degli oceani. Vi starete domandando se si tratti di un modo di dire: la risposta è assolutamente no. Qualche tempo fa infatti sono stati trovati residui di plastica nella Fossa delle Marianne.

Questa è la più profonda fossa oceanica che esista, ed è situata nel mezzo del Pacifico, tra Giappone, Filippine e Nuova Guinea. L’abisso Challenger è il punto più vicino al centro della Terra, trovandosi ad una profondità di circa 11 mila metri.

Come se non bastasse, oltre ai residui plastici appena citati, negli ultimi giorni sono state accertate le prove della presenza di mercurio.

“Si è trattato di una vera sorpresa a una profondità così elevata, alcuni studi precedenti avevano stabilito che il metil-mercurio può accumularsi entro poche centinaia di metri dalla superficie dell’acqua, garantendo la sicurezza della fauna marina che abita le profondità dell’oceano. Le nostre ricerche dimostrano però che questo potrebbe non essere vero”

Parola di Ruoyu Sun, ricercatore dell’Università cinese di Tianjin. L’accumulo di questa sostanza può essere fatale per la crescita dei feti di moltissime specie di pesci. Non ne facciamo una giusta, ci sembra evidente.

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Tags: Crisi climatica Mari Plastica Rifiuti

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