L’uomo, fin dall’antichità, ha dovuto sottomettere moltissime specie animali affinché potessero sfamarlo. Non è mai bello dirlo, ma in qualche maniera corrisponde alla sacrosanta verità. La fame è una brutta gatta da pelare, e sicuramente i nostri antenati non si sono mai fatti troppi problemi etici.

Effettivamente con la modernità è arrivato anche una sorta di “senso di colpa” nello sfruttare gli animali per vederli proposti nelle nostre pietanze. I movimenti vegetariano e vegano nascono proprio per dimostrare che una dieta può essere completa e variegata senza inficiare minimamente sul mondo animale. Questa è una scelta condivisibile o meno, ma certamente è il caso di far vivere gli animali in condizioni di vita degne. Anche per quanto riguarda l’uccisione, sarebbe il caso di provvedere ad utilizzare il più possibile metodi che limitino la sofferenza della bestia.

Strano ma vero

Come detto appunto, non possiamo pensare di fare come ci pare con gli esseri viventi che convivono con noi su questa Terra. Questi dovrebbero vivere felicemente, quantomeno fino al momento dell’uccisione. Ma come è possibile capire se un’animale è felice o meno? Questa domanda è sorta ad un gruppo di ricercatori britannici, che hanno voluto testare la felicità di un gruppo di mucche.

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Le modalità dell’esperimento sono state molto semplici. È bastato semplicemente fare delle coccole ai bovini, misurando la loro temperatura attraverso il naso. Dai risultati raccolti, è emerso che dopo il trattamento, questa scendeva in maniera considerevole rispetto al rilevamento precedente. Ecco dunque svelato l’arcano: quando queste provano sensazionidiverse” dalla normalità, la temperatura scende.

L’esperimento è stato ripetuto anche facendo riferimento alla tristezza, ed il risultato è stato comunque quello dell’abbassamento della temperatura corporea. Questo dato lascia qualche sospetto, ma siamo sicuri che delle carezze siano davvero apprezzate da questi splendidi bovini.