In questo periodo storico siamo sempre più abituati a sentire parlare di virus. Questi sono presenti sul suolo terrestre da molto prima del nostro avvento, e sanno perfettamente come “mimetizzarsi”. La realtà è che sono sempre in circolo, durante qualunque periodo dell’anno e in giro per tutti i continenti.

La mortalità che sta avendo il nuovo Coronavirus però è completamente fuori dai parametri considerabili “normali”. La polmonite che questo provoca è definita Covid-19, altro termine con il quale abbiamo ormai fatto l’abitudine. Ciò che è importante tenere a mente, è che questi difficilmente scompariranno dal nostro Pianeta. Potremo ritenerci “sicuri” solo nel momento in cui verrà ufficializzata la scoperta di un vaccino efficace. In ogni caso, i virus sono particelle di dimensioni talmente piccole che è pressoché impossibile eliminarli completamente. 

L’acqua è infestata

Lo avreste mai detto? Prendendo un bicchiere di acqua marina, potremmo aver “catturato” ben 150 milioni di particelle virali. Queste, nella maggior parte dei casi, non inficiano sull’organismo umano. Anche gli abitanti del mare dunque rischiano di vedere il proprio mondo in preda ad una pandemia di dimensioni importanti.

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Esistono però alcune specie in grado di assumere una funzione antivirale: queste sono le ostriche e soprattutto le spugne marine. Secondo una ricerca condotta dal Royal Netherlands Institute for Sea Research e pubblicata sulla rivista “Nature“, queste vengono scomposte e divengono cibo con cui sfamarsi.

I dati raccolti parlano di un’efficacia del 12% per quanto riguarda le ostriche e del 94% relativamente alle spugne. Insomma: madre natura non ha lasciato assolutamente nulla al caso.