Quella che stiamo vivendo in questo momento è probabilmente la peggior crisi sanitaria che si sia verificata in epoca moderna. Negli ultimi anni abbiamo visto svilupparsi diverse epidemie, che però non si sono mai evolute in pandemie mondiali.

Al momento a livello globale siamo ancora nella fase di massima espansione dei contagi. C’è da combattere ardentemente nelle trincee degli ospedali, cercando di evitare una morte prematura a quante più persone possibile. Per quanto riguarda il quadro clinico, non potremo considerarci “salvi” finché non verrà ufficialmente individuato il vaccino. Ma la crisi non finirà con la scomparsa della malattia.

Lunghi strascichi

Il fatto di esserci fatti cogliere di sorpresa da questa pandemia, significa che pagheremo le conseguenze per moltissimo tempo. Quando finalmente termineranno le problematiche relative alla sanità, si paleseranno quelle economiche. Non che queste non si siano già presentate, anzi. Ma ci accorgeremo di quanto sarà costato caro alla società tutta la scelta di tagliare per anni i fondi alla salute.

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Già si parla di una ripresa economica che avrà ritmi molto lenti e che metterà a durissima prova il nostro Paese. Proprio per questo sarà importante acquistare il più possibile prodotti di qualunque tipo di provenienza nostrana. Renzo Livoni ad esempio, presidente della Associazione Allevatori FVG, ha parlato a nome di tutti i produttori di latte italiani:

“È necessario che vengano adottati al più presto accorgimenti utili a garantire la tenuta di un settore che è già in crisi di suo e che rischia di pagare un prezzo altissimo in questa situazione. La frenata del consumo di latte e di carne rischia di tradursi nell’ennesima emorragia di stalle. Tutti devono fare la propria parte, trasformatori, sistema del credito, solo così potremo riuscire ad assorbire il pesante contraccolpo in arrivo. Il solito giochetto che l’ultimo paga per tutti, e l’ultimo in passato è stato proprio il mondo zootecnico, questa volta rischia di trascinarsi dietro anche altri settori se, come vuole lo slogan di questa emergenza, non restiamo uniti”

Staremo a vedere. L’ideale sarebbe una imposizione da parte delle autorità relativamente al divieto di importare prodotti dall’estero. Nel dubbio il nostro consiglio rimane quello di acquistare italiano, quando possibile.