Curiosità

CALDO ESAGERATO, I RICCI INTERROMPONO IL LORO LETARGO

Quando parliamo dei cambiamenti climatici non facciamo riferimento esclusivamente alle implicazioni che questi hanno sulla vita dell’uomo. Indubbiamente la nostra specie è quella che ha favorito maggiormente lo sviluppo di queste modifiche drastiche delle condizioni ambientali in tutto il pianeta.

Più che altro possiamo definirci l’unico animale che è stato in grado di inficiare in maniera considerevole sulle condizioni della nostra Terra. D’altronde l’egoismo è una caratteristica che ci contraddistingue, volenti o nolenti. La natura, l’ambiente e gli animali vengono dopo gli interessi economici. Ecco perché all’alba del 2020 ci siamo resi conto che abbiamo raggiunto il punto di non ritorno sotto moltissimi aspetti.

Non siamo gli unici

Come detto, se fossimo gli unici a subire le conseguenze dei cambiamenti climatici allora potremmo parlare di un mondo fondamentalmente “giusto”. Così però non è affatto, e anzi moltissime specie animali non possono far altro che assistere inermi a questi eventi, vedendo il loro habitat naturale cambiare in negativo e dovendo cambiare le proprie abitudini in funzione di ciò. Questo è il caso dei ricci, che in questo periodo solitamente dovrebbero essere in un profondo letargo a causa delle temperature invernali.

Questi sono soliti conservare delle dosi corpose di grasso per alimentarsi al loro risveglio dal periodo di “sonno” che affrontano abitualmente. Il caldo anomalo che continua a verificarsi in moltissime zone del mondo sta cambiando drasticamente l’orologio biologico dei ricci. Questi infatti, grazie alle condizioni climatiche favorevoli ad una vita itinerante, si sono già svegliati dal letargo. Non appena tornerà il freddo però, questi torneranno nelle loro tane, rischiando di non avere scorte sufficienti per affrontare un “secondo inverno“.

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