Leggere di animali uccisi per soldi nel 2020 ci sembra quantomeno definibile “retrogrado“. Nonostante i tantissimi soprusi nei confronti dei nostri coinquilini sul pianeta Terra, non è ancora possibile considerare finita l’epoca del bracconaggio.

Il fatto che in alcune zone del mondo sia lecito cacciare animali selvatici nonostante questi si stiano decimando, è un segno indiscutibile della superficialità umana. Una zanna, una pelliccia o qualcosa di appartenente ad un animale talvolta può valere moltissimi denari. Torniamo dunque al medesimo problema per cui l’uomo è considerato carnefice del proprio pianeta e dei suoi abitanti: gli interessi economici precedono l’amore per la natura e per gli animali.

Licenze in vendita

Forse stiamo esagerando, ma anche sforzandoci non riusciamo a capire come nel 2020 si possano ancora rilasciare licenze per l’uccisione degli animali selvatici. Dal Botswana, uno stato dell’Africa meridionale, qualche giorno fa è arrivata una notizia che fa rabbrividire.

--pubblicità--

Questo è uno dei luoghi in cui gli elefanti sono maggiormente espansi. Si conta un totale di circa 130 mila esemplari in buona salute. Fino allo scorso anno vigeva una legge per cui la caccia a questi ultimi era completamente vietata. Nel recentissimo passato però questa è stata revocata e negli ultimi giorni è stata diffusa una notizia imbarazzante.

Sembra infatti che si stia per aprire un’asta che permetterà ai cacciatori selezionati di uccidere ben dieci elefanti a testa. Le licenze sono 7, per un totale di 70 elefanti sacrificati. Ci sentiamo di condannare un tale gesto: gli animali vanno difesi e non venduti come se fossero carne da macello.